Cecilia del Re, ex assessora e oggi consigliera comunale di Firenze Democratica, interviene sul dibattito intorno al cosiddetto “cubo nero” e alla trasformazione dell’ex Teatro Comunale, denunciando come la discussione sull’estetica dell’edificio stia oscurando questioni di maggiore rilievo, come la vendita di beni pubblici e l’uso turistico del complesso.
Secondo del Re, i primi anni 2000 furono caratterizzati dalla crisi dei bilanci comunali, che portò all’alienazione di beni pubblici di pregio, tra cui l’ex teatro comunale venduto nel 2008. Solo a partire dal 2016 i conti comunali si sono stabilizzati, ponendo fine alla necessità di cedere patrimonio pubblico per motivi finanziari. «Non prenderne atto significa continuare operazioni di questo tipo per scelte politiche, non per necessità», afferma la consigliera.
L’ex teatro comunale, inizialmente destinato a uso residenziale per incrementare il numero di nuclei familiari nel centro storico, passerà invece a finalità turistiche. Gli oltre 150 appartamenti saranno destinati a turisti, con possibili effetti negativi sulla vita dei quartieri storici, secondo del Re, che denuncia come la maggioranza abbia già votato per escludere il complesso dal blocco anti-Airbnb e approvato regolamenti che consolidano le locazioni turistiche esistenti.
«È più semplice discutere del colore del cubo nero che della destinazione abitativa degli appartamenti», spiega del Re, sottolineando l’importanza dei controlli tecnici e paesaggistici della Soprintendenza e del comitato di pilotaggio UNESCO, indipendenti dall’influenza politica.
La consigliera ribadisce la necessità di una “discontinuità” nella gestione della città: valorizzare il ruolo pubblico nell’acquisizione di patrimonio immobiliare, contrastare rendite di posizione e frazionamenti eccessivi, fermare la destinazione turistica in centro storico e promuovere la partecipazione cittadina attraverso Urban centre diffusi e concorsi internazionali di idee.
Del Re critica la memoria corta della maggioranza, che avrebbe permesso la trasformazione di beni pubblici come l’ex ospedale San Giovanni di Dio e confermato regolamenti che favoriscono Airbnb, senza coinvolgere adeguatamente i cittadini nei processi decisionali. Anche i lavori all’Ex ciminiera Fiat a Novoli, destinati a un Urban centre, restano chiusi nonostante le dichiarazioni della sindaca su progetti culturali e artistici.
«La maggioranza preferisce attacchi personali per sviare l’attenzione», conclude del Re, «lasciando inalterato uno status quo che penalizza i cittadini e ignora le priorità reali della città».
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