L'assessore ha replicato ieri in Consiglio a Fratelli d'Italia, che ne chiedeva la realizzazione

"L'eventuale realizzazione di un Cpr in Toscana e in particolare in aree delicate come la Lunigiana non garantisce maggiore sicurezza". Lo ha detto in aula l'assessore regionale all'immigrazione Stefano Ciuoffo rispondendo a un'interrogazione presentata dai consiglieri di Fratelli d'Italia Sandra Bianchini e Vittorio Fantozzi. Per Ciuoffo si tratta di una "strategia inefficace, dettata più da esigenze propagandistiche che da reali obiettivi di sicurezza sociale" ed ha così ribadito che la "ferma contrarietà" della giunta toscana alla realizzazione dei Cpr, impegnandosi a rappresentare "tale posizione in tutte le sedi istituzionali competenti, anche a livello nazionale".
    
Insoddisfatta della risposta la consigliera di FdI Bianchini: "Sono 20 anni che sento parlare di modello Toscana, ma non so a che cosa si riferisca", visti i dati sulla microcriminalità, "con le tre principali città toscane, Firenze, Prato e Livorno, sul podio per mancanza di sicurezza". Per Bianchini dalla giunta "non ci sono risposte" e quella sui Cpr è "una negazione ideologica".

Anche se, ha ricordato, "negli anni scorsi il presidente Giani che l'ex sindaco Nardella stavano iniziando ad essere propositivi", sull'eventuale realizzazione di un centro di permanenza per il rimpatrio. "Ci sono anche sindaci di centrodestra contrari? Certo, ovviamente ognuno pensa al proprio territorio. Il governo comunque, ha predisposto che siano in centri non urbani, non vicini alle città. Ci si può ragionare, siamo ancora in una fase di di proposizione, ma troviamo la miglior soluzione senza recare danno a nessuno". 
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