Il candidato sindaco De Giuli: “La sua vittoria è la nostra”

"L'assoluzione in Corte di Cassazione del nostro amico Momi, il ristoratore fiorentino che con singolare coraggio ha tenuto aperto il proprio locale durante i due anni funesti dell'operazione Covid, ci rende sommamente felici". E' quanto dichiarato, in una nota, da Alessandro De Giuli, candidato sindaco della Lista Firenze Rinasce.

"La sua vittoria è la nostra", ha proseguito De Giuli. "Momi è stato un esempio per tutti: ci ha ospitato spesso quando lo Stato italiano fuorilegge - ora lo conferma anche la suprema corte - vietava con il coprifuoco il costituzionale diritto di riunione dei cittadini. Con Momi - ha continuato - abbiamo organizzato decine di manifestazioni di protesta e nel suo locale ci siamo incontrati, ci siamo conosciuti, compresi e aiutati". E ancora "oggi, ciò che abbiamo sempre sostenuto, ovvero che il lockdown fosse illegittimo, che fosse giusto e doveroso contrastare le inutili e illiberali decisioni dei governi di Conte e di Draghi è sancito dalla giurisprudenza ed è quindi il momento di passare alla seconda fase: vanno mandati a giudizio i politici e i tecnici responsabili delle criminali decisioni che nei due anni di operazione Covid hanno reso possibili i peggiori episodi di mala sanità, la sospensione della Costituzione e la chiusura irreversibile di migliaia di aziende".

"Sono contento della battaglia vinta da Momi, titolare di un ristoratore fiorentino tra i fondatori del movimento IoApro, una battaglia - ha sottolineato il consigliere del gruppo misto - Indipendenza Andrea Asciuti - vinta contro la complicità ed il silenzio di tutti i partiti per quanto riguarda le restrizioni e le chiusure dei locali. Un periodo assurdo e di pura follia della Repubblica italiana dove si obbligava tutti a vaccinarsi ed a chiudere i locali con le uscite giornaliere del ministro Speranza: una vera vergogna che ha coinvolto tutti gli esponenti dei partiti nazionali". "Ricordo ancora quando Momi è venuto a sostenermi una mattina nella mia battaglia con uno sciopero a pane ed acqua sotto Palazzo Vecchio che avevo intrapreso in piena solitudine contro le restrizioni del governo Draghi, dove anche il centrodestra era complice", ha concluso Asciuti. 
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