Il sindaco di Bagno a Ripoli sulla tragedia di via Mariti

Quello che è accaduto in via Mariti è una tragedia che non si può accettare. Non possiamo accettare che chi va a lavoro la sera non torni a casa dalle proprie famiglie. Padri di famiglia e ragazzi giovani che avrebbero avuto tutta la vita davanti. La maggior parte di loro in arrivo da situazioni difficili, che nel lavoro cercavano una via di riscatto, di vita dignitosa, di libertà. Non si può morire così. Bagno a Ripoli fin da subito ha rivolto un pensiero alle vittime, ai loro cari e ha lanciato un messaggio di coraggio agli operai feriti. Ancora oggi si cerca la quinta vittima, sepolta sotto migliaia di chili di cemento. Nei giorni scorsi per abbracciare simbolicamente il lutto proclamato da Firenze e quello regionale, alcuni cittadini hanno listato a lutto la statua di Ubaldino Peruzzi, in piazza all’Antella. Un gesto commovente, che dimostra quanto anche la nostra comunità sia colpita e sconvolta da quello che è successo. Dopo il dolore e il cordoglio, dovranno essere accertate le responsabilità di questa tragedia, fare luce su tutto ciò che non ha funzionato. Chi ha sbagliato deve pagare, solo così potrà essere resa giustizia alle vittime e alle loro famiglie.

Il tema della sicurezza sul lavoro ci ha sempre coinvolto tantissimo come Comune.

Nel 2017 siamo stati i primi a sottoscrivere un Protocollo d’intesa in materia di appalti pubblici, concessioni di lavori, forniture con i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Firenze. L’obiettivo era promuovere la legalità e il lavoro sicuro, combattendo criminalità e zone d’ombra che a volte possono annidarsi anche negli appalti pubblici. Tra le misure previste, la clausola sociale (nei cambi di appalto, i lavoratori vanno riassorbiti da chi subentra); la responsabilità solidale (in caso di ritardo nelle retribuzioni, se ne fa carico la stazione appaltante); il rating di legalità per le aziende aggiudicatarie tramite la costituzione di una white list presso la Prefettura; penali fino alla risoluzione del contratto per le ditte inadempienti sulle norme circa la salute e la sicurezza sul lavoro.

Lo scorso anno invece in occasione della festa della donna abbiamo promosso riscontrando una grande partecipazione dei cittadini il convegno “Il Lavoro delle Donne in Salute e Sicurezza: Situazione e Prospettive nel Territorio Provinciale”  promosso insieme all’INAIL di Firenze, su impulso del Comitato consultivo provinciale. L’occasione per promuovere le politiche di sicurezza nei luoghi di lavoro in un’ottica di genere, fare il punto della situazione allo stato attuale e confrontarsi sulle prospettive del territorio provinciale. Mettere a confronto il punto di vista di lavoratrici e imprenditrici, istituzioni e parti sociali per potenziare gli strumenti di tutela e prevenzione per l’incolumità delle donne sul lavoro.

Da sindaco in questi quasi dieci anni di mandato ho avuto modo di visitare tantissime aziende, attività, laboratori produttivi presenti nel comune. E devo dire che in linea generale, da noi, c’è un’attenzione alta al tema della sicurezza sul luogo di lavoro. Ma occorre che la tutela della salute dei lavoratori sia una priorità per tutti. Da qui, solo l’ultima iniziativa in tema di sicurezza in ordine cronologico che stiamo promuovendo come Comune: la stesura, proprio in queste settimane a Bagno a Ripoli, della prima Carta fondamentale della formazione sulla sicurezza sul lavoro. Un documento per “rendere concreta, reale, etica ed utilizzabile la formazione, il primo vero dispositivo di protezione individuale”, da mettere a disposizione del mondo del lavoro, di aziende e istituzioni, sia pubbliche che private. I lavori della Costituente, composta da una cinquantina di esperti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, rappresentanti di molteplici categorie professionali, parti sociali, istituzioni e imprenditori, si sono aperti lunedì scorso in sala consiliare “Falcone e Borsellino” e proseguiranno nei prossimi mesi. Fino ad arrivare all’approvazione e alla presentazione ufficiale della “Carta fondamentale della formazione sulla sicurezza, igiene e salute sul lavoro", questo il nome completo, il prossimo 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Carta nasce da un’idea di Matteo Micheli, cittadino ripolese, tecnico della prevenzione presso l’Azienda USL Toscana Centro, insignito nel 2021 del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana per l’impegno in materia di sicurezza nell’ambiente di lavoro, che ben presto ha raccolto adesioni e consensi fino a coinvolgere decine di soggetti. Tra i relatori, presente anche Antonio Boccuzzi, già parlamentare, unico sopravvissuto del disastro della Thyssenkrupp avvenuto negli stabilimenti di Torino la notte del 6 dicembre 2007, che costò la vita a sette operai. E poi, numerosi referenti delle  professioni: avvocati, ingegneri, psicologi, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, architetti, geometri, periti agrari, tecnici della prevenzione, ergonomi europei, sindacalisti, imprenditori.

Ci auguriamo di poter dare, come amministrazione, un contributo alla causa della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quello che possiamo fare in primis come comuni è coltivare una cultura della Sicurezza sul lavoro. Diffondere i principi, il valore della Sicurezza su cantieri pubblici e Privati, tra le imprese nella comunità.  Far crescere così la nostra comunità larga. Un dovere nei confronti di tutti coloro che la mattina si alzano per andare al lavoro, e la sera hanno il diritto di tornare a casa e riabbracciare i propri cari.

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