È trascorso ormai un anno da quando Firenze ha eletto per la prima volta una sindaca. Sara Funaro, passata dall’assessorato alla Casa allo scranno di prima cittadina, si è trovata a dover gestire dossier piuttosto delicati come la crisi abitativa e l’impatto profondissimo degli affitti brevi sul tessuto socio-economico cittadino, la sicurezza e, da ultimo, la grana della Pergola. Ma anche questioni più “datate”, come la realizzazione della tramvia e la lotta contro i cambiamenti climatici, nei limiti delle possibilità delle città.
La Nazione questa mattina traccia un bilancio dell’attività sia della giunta che dell’opposizione, attribuendo la sufficienza a chi amministra Firenze evidenziando alcuni punti deboli, come l’azione degli assessori Danti e Biti (che avranno comunque altri quattro anni per “recuperare”) e lodando l’azione di Giorgio, alle prese con deleghe delicatissime come tramvia e sicurezza, e Vicini, impegnato in prima linea assieme alla sindaca nel tentativo di preservare il centro storico da affitti brevi e attività abusive.
Dall’altra parte della barricata, invece, il quotidiano loda l’azione politica di Cecilia Del Re, finita all’opposizione dopo la rottura con i dem ma sempre pronta a dialogare con la maggioranza, al pari di Italia Viva che “schiera” Francesco Casini e Francesco Grazzini.
Assai meno concilianti, invece, i partiti di centrodestra e destra, con Fratelli d’Italia, scrive il quotidiano, impegnato nella denuncia dei molti problemi di sicurezza di Firenze ma che quando si tratta di proposte concrete ancora deve ingranare la marcia. Meno soddisfacente è il lavoro del capogruppo leghista Guglielmo Mossuto, mentre la sufficienza la raggiunge il forzista Alberto Locchi.
Molto battagliera, invece, è descritta l’opposizione dei consiglieri della lista civica Eike Schmidt, pronti ad incalzare la maggioranza su qualunque fronte (da ultimo, quello della gru all’ex borsa, questione sollevata da Sabatini). Ancora si sta facendo le ossa, secondo La Nazione, Dmitrij Palagi, a sinistra del Pd e “bravo ma troppo ideologico”.
La Nazione questa mattina traccia un bilancio dell’attività sia della giunta che dell’opposizione, attribuendo la sufficienza a chi amministra Firenze evidenziando alcuni punti deboli, come l’azione degli assessori Danti e Biti (che avranno comunque altri quattro anni per “recuperare”) e lodando l’azione di Giorgio, alle prese con deleghe delicatissime come tramvia e sicurezza, e Vicini, impegnato in prima linea assieme alla sindaca nel tentativo di preservare il centro storico da affitti brevi e attività abusive.
Dall’altra parte della barricata, invece, il quotidiano loda l’azione politica di Cecilia Del Re, finita all’opposizione dopo la rottura con i dem ma sempre pronta a dialogare con la maggioranza, al pari di Italia Viva che “schiera” Francesco Casini e Francesco Grazzini.
Assai meno concilianti, invece, i partiti di centrodestra e destra, con Fratelli d’Italia, scrive il quotidiano, impegnato nella denuncia dei molti problemi di sicurezza di Firenze ma che quando si tratta di proposte concrete ancora deve ingranare la marcia. Meno soddisfacente è il lavoro del capogruppo leghista Guglielmo Mossuto, mentre la sufficienza la raggiunge il forzista Alberto Locchi.
Molto battagliera, invece, è descritta l’opposizione dei consiglieri della lista civica Eike Schmidt, pronti ad incalzare la maggioranza su qualunque fronte (da ultimo, quello della gru all’ex borsa, questione sollevata da Sabatini). Ancora si sta facendo le ossa, secondo La Nazione, Dmitrij Palagi, a sinistra del Pd e “bravo ma troppo ideologico”.
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