I dati del garante regionale dei detenuti: 'Solo l'anno scorso 140 suicidi tentati'

"In Toscana abbiamo cinque carceri problematici: Sollicciano, Prato, Livorno, Pisa e San Gimignano. Tutti connotati da almeno due carenze di fondo, la prima è la mancanza di personale adeguato e la seconda è la mancanza di spazi". Lo ha affermato Giuseppe Fanfani, garante dei diritti dei detenuti per la Regione Toscana, a margine del convegno 'Carcere, inclusione sociale, comunità' oggi a Firenze.
    
"Il sovraffollamento - ha sottolineato - è un termine ingannatorio, l'affollamento ordinario sono tre metri quadri a persona. Potete immaginare con questo caldo in una stanza di 15-20 metri quadri, pari a una stanza d'albergo, e cinque persone con un unico bagno, se bagno si può definire".

    
Secondo Fanfani "accanto a questa situazione, accanto alla scarsità di personale si aggiunge il problema vero che è la forma di reinserimento sociale, la quale presuppone un programma estremamente lungo, complesso e costoso, ma fondamentale per dare attuazione all'articolo 27 della Costituzione perché se facciamo uscire dal carcere una persona peggiore di come c'è entrata si sono buttati via soldi e non si è fatto nulla. Questo è il problema".

"L'anno scorso, oltre ai morti in carcere in Toscana, abbiamo avuto 140 tentativi di suicidi: si tratta di suicidi non riusciti, ammesso che le statistiche e i numeri che ci forniscano siano veri, perché secondo me sono molti di meno di quelli reali, però questa è la situazione" ha aggiunto Fanfani.
    
"La Toscana non è tra le peggiori - ha proseguito - perché esistono carceri in Italia con 1.000 o 2.000 persone, potete immaginare che un detenuto là dentro è solo un numero. In Toscana ci sono carceri che al massimo hanno 500 o 590 detenuti come Prato. Poi ci sono anche carceri piccoli in cui c'è la possibilità di una forma di rieducazione, ma al di là di questo la disperazione è reale e assale le persone, e con la disperazione si muore".
    
Fanfani non si è detto ottimista sulla possibilità di un cambiamento per quanto riguarda investimenti e assunzioni della Polizia Penitenziaria. "Non lo vedo - ha detto - ma lo spero. Lo spero perché tutti si devono rendere conto che in questa situazione il carcere diventa un sistema tanatorio. La gente si uccide in carcere mica per il gusto di ammazzarsi, si uccide perché non trova speranze". 
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