A Firenze il gruppo consiliare di FdI apre un altro fronte per quanto riguarda l'ex Teatro Comunale, quello sull'housing sociale, edilizia sociale, denunciando forti ritardi nelle operazioni di realizzazione degli alloggi. "Oltre 2 milioni di euro - spiegano la capogruppo Angela Sirello (in foto) con i consiglieri Matteo Chelli e Alessandro Draghi - sono arrivati all'amministrazione comunale da Cdp Investimenti a titolo di monetizzazione per l'housing sociale nell'ambito del Piano di recupero dell'ex Teatro Comunale".
"Il Comune ha utilizzato, come è giusto che fosse, queste risorse per finanziare la realizzazione di sei nuovi alloggi in edilizia residenziale sociale in Palazzo Rinuccini, a Santo Spirito - proseguono - Come lo ha fatto, però? Aggiudicando, nel 2023, un appalto col criterio del massimo ribasso, segno evidente della scarsissima considerazione riservata sul campo ad opere ad alto impatto sociale dalla maggioranza di centrosinistra".
Inoltre, sottolineano, "i lavoro procedono a rilento: il termine di conclusione originariamente previsto per settembre 2024 è stato più volte prorogato, fino ad arrivare al marzo del 2026. Tra non molto, saremo prossimi alla soglia dei due anni. Tutto questo per sei appartamenti, importanti sì, ma assolutamente insufficienti al fabbisogno effettivo".
"Scarsa efficienza e incapacità di risposta - concludono -. Con questi presupposti non è che non andiamo troppo lontano, non si parte proprio".
"Il Comune ha utilizzato, come è giusto che fosse, queste risorse per finanziare la realizzazione di sei nuovi alloggi in edilizia residenziale sociale in Palazzo Rinuccini, a Santo Spirito - proseguono - Come lo ha fatto, però? Aggiudicando, nel 2023, un appalto col criterio del massimo ribasso, segno evidente della scarsissima considerazione riservata sul campo ad opere ad alto impatto sociale dalla maggioranza di centrosinistra".
Inoltre, sottolineano, "i lavoro procedono a rilento: il termine di conclusione originariamente previsto per settembre 2024 è stato più volte prorogato, fino ad arrivare al marzo del 2026. Tra non molto, saremo prossimi alla soglia dei due anni. Tutto questo per sei appartamenti, importanti sì, ma assolutamente insufficienti al fabbisogno effettivo".
"Scarsa efficienza e incapacità di risposta - concludono -. Con questi presupposti non è che non andiamo troppo lontano, non si parte proprio".
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