Nel mirino l'esclusione dalla rete dell'associazione Artemisia

In una nota il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia ha duramente criticato la decisione della rete Di.R.E di escludere l'associazione Artemisia.

“La decisione assunta da D.i.Re  di espellere l’Associazione Artemisia per avere aperto la partecipazione sociale anche agli uomini rappresenta un fatto grave e profondamente contrario ai principi di uguaglianza, inclusione e collaborazione che dovrebbero ispirare il lavoro comune contro la violenza di genere" scrivono in una nota la capogruppo Angela Sirello, Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo.

"Artemisia, tra le associazioni fondatrici di D.i.Re - ricordano i consiglieri - opera da oltre trent’anni a Firenze con competenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale, accogliendo, proteggendo e sostenendo migliaia di donne e minori vittime di violenza. La sua scelta di aprire la base associativa anche agli uomini non è una violazione di principi, ma un atto di maturità civile e di coerenza con l’idea che il contrasto alla violenza di genere richieda il coinvolgimento dell’intera società, senza esclusioni".

"Sanzionare tale scelta con un’espulsione significa ripiegare su una visione escludente e ideologica, che indebolisce il fronte comune contro la violenza e rischia di isolare chi ogni giorno lavora sul campo con professionalità e spirito di servizio. La violenza sulle donne non si combatte con barriere ideologiche, ma con alleanze, formazione, ascolto e corresponsabilità.
Artemisia merita rispetto e riconoscimento per il lavoro svolto, non l’allontanamento da una rete che essa stessa ha contribuito a fondare" attacca Fratelli d'Italia.

"È necessario che D.i.Re riveda questa decisione e apra una riflessione seria e condivisa sul significato di femminismo nel XXI secolo: un femminismo inclusivo, laico e capace di dialogo, non chiuso in logiche di appartenenza. La solidarietà ad Artemisia, che confermo anche da parte mia, non basta; valutiamo una segnalazione all’Autorità garante per il contrasto delle discriminazioni ed un esposto al Dipartimento pari opportunità, secondo il dlgs 198/06” concludono i consiglieri.


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