Per contrastare le mafie "come istituzioni noi dobbiamo continuare a lavorare in due direzioni, perché sappiamo benissimo che il tema delle infiltrazioni è un tema molto delicato" e "sul quale dobbiamo lavorare" perché "i nostri territori non sono immuni". Lo ha affermato Sara Funaro, sindaca di Firenze, a margine della tavola rotonda 'Dal maxi processo alle stragi di mafia del 1992-1993' oggi a Palazzo Strozzi Sacrati, che ha visto anche un dibattito con gli studenti dell'Iis Alberti-Dante.
"Dobbiamo lavorare come istituzioni tutte insieme - ha detto Funaro - per far prevalere la legalità sui nostri territori, e soprattutto dobbiamo lavorare alla sensibilizzazione con i ragazzi, cosa che è stata fatta stamani, perché i ragazzi non solo sono il nostro presente, ma sono il nostro futuro: e se ragazzi nella loro quotidianità hanno la sensibilità per riuscire a percepire dove ci sono segnali di pericolo e riuscire a alzare la mano e dare l'allarme, questo è un risultato importante per le nostre comunità che devono vivere nella trasparenza e nella legalità".
La Prefetta di Firenze Francesca Ferrandino ha a sua volta osservato che "le forze dell'ordine, la magistratura, ma anche l'attività di natura preventiva, quella che è conferita ai prefetti attraverso le certificazioni antimafia, fanno il loro lavoro, molto silenzioso e molto incisivo. Però possiamo affermare due concetti. Intanto, che la Toscana ha gli anticorpi: questo è un concetto che mi sento di affermare con forza, e di cui io credo la Toscana debba essere orgogliosa. Che poi ci sia una infiltrazione è documentato dai rapporti che vengono presentati annualmente, e dobbiamo assolutamente continuare a lavorare, tenendo presente che le mafie oggi mutano molto spesso pelle. Ecco il valore della presenza di questi ragazzi: stare attenti a non farsi abbindolare".
"Dobbiamo lavorare come istituzioni tutte insieme - ha detto Funaro - per far prevalere la legalità sui nostri territori, e soprattutto dobbiamo lavorare alla sensibilizzazione con i ragazzi, cosa che è stata fatta stamani, perché i ragazzi non solo sono il nostro presente, ma sono il nostro futuro: e se ragazzi nella loro quotidianità hanno la sensibilità per riuscire a percepire dove ci sono segnali di pericolo e riuscire a alzare la mano e dare l'allarme, questo è un risultato importante per le nostre comunità che devono vivere nella trasparenza e nella legalità".
La Prefetta di Firenze Francesca Ferrandino ha a sua volta osservato che "le forze dell'ordine, la magistratura, ma anche l'attività di natura preventiva, quella che è conferita ai prefetti attraverso le certificazioni antimafia, fanno il loro lavoro, molto silenzioso e molto incisivo. Però possiamo affermare due concetti. Intanto, che la Toscana ha gli anticorpi: questo è un concetto che mi sento di affermare con forza, e di cui io credo la Toscana debba essere orgogliosa. Che poi ci sia una infiltrazione è documentato dai rapporti che vengono presentati annualmente, e dobbiamo assolutamente continuare a lavorare, tenendo presente che le mafie oggi mutano molto spesso pelle. Ecco il valore della presenza di questi ragazzi: stare attenti a non farsi abbindolare".
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