"Dichiarazioni inadeguate, nel merito e rispetto al ruolo" quelle fatte da Marco Corsini in merito all'incarico di presidente della Fondazione Museo Ginori di Sesto Fiorentino per il quale è stato nominato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli. Per questo il presidente della Toscana Eugenio Giani chiede a Giuli di tornare sui suoi passi. Il governatore toscano chiede inoltre al ministro un incontro chiarificatore, anche sugli indirizzi, "altrimenti - spiega - come Regione ci sentiamo di poter sviluppare le iniziative che la nostra avvocatura generale potrà suggerirci al fine di superare l'attuale fase e comporre un consiglio all'altezza del ruolo che riteniamo che debba avere l'istituzione Museo Richard Ginori".
La querelle, ricorda la Regione in una nota, è "scoppiata dopo che Corsini, sindaco di Rio nell'Elba e presidente designato, aveva raccontato nel corso del consiglio comunale come era maturata la sua nomina, per poi sottolineare, senza troppi giri di parole, che alla fine era stata una 'fregatura', dimostrando di non credere nelle potenzialità future del museo stesso".
Dichiarazioni appunto "inadeguate" per Giani: il Museo di Sesto, "su cui abbiamo così tanto investito e creduto, racconta una tradizione illustre della lavorazione della ceramica che risale al 1735 e conserva un patrimonio storico culturale di inestimabile valore e da valorizzare. Non è pensabile che chi dovrebbe presiedere questa istituzione si esprima nel mondo in cui si è espresso. Ritengo dunque che sarebbe opportuno da parte di Corsini rimettere questo mandato, visti anche i numerosi altri incarichi che ricopre".
Giani fa quindi appello a Giuli "affinché ripensi l'atto di nomina: quello di cui questo museo così prestigioso ha bisogno e a cui tutti noi teniamo è una persona che vi si possa dedicare e che abbia conoscenza del suo valore culturale". Riguardo alla Richard Ginori Giani evidenzia infine che "il patrimonio salvato dall'intervento pubblico nel momento del fallimento rappresenta per Sesto Fiorentino e per tutta l'area fiorentina una grande speranza di valorizzazione, a cui si è accompagnato un importante investimento di risorse pubbliche. Mi sarei aspettato ben altra attenzione".
La querelle, ricorda la Regione in una nota, è "scoppiata dopo che Corsini, sindaco di Rio nell'Elba e presidente designato, aveva raccontato nel corso del consiglio comunale come era maturata la sua nomina, per poi sottolineare, senza troppi giri di parole, che alla fine era stata una 'fregatura', dimostrando di non credere nelle potenzialità future del museo stesso".
Dichiarazioni appunto "inadeguate" per Giani: il Museo di Sesto, "su cui abbiamo così tanto investito e creduto, racconta una tradizione illustre della lavorazione della ceramica che risale al 1735 e conserva un patrimonio storico culturale di inestimabile valore e da valorizzare. Non è pensabile che chi dovrebbe presiedere questa istituzione si esprima nel mondo in cui si è espresso. Ritengo dunque che sarebbe opportuno da parte di Corsini rimettere questo mandato, visti anche i numerosi altri incarichi che ricopre".
Giani fa quindi appello a Giuli "affinché ripensi l'atto di nomina: quello di cui questo museo così prestigioso ha bisogno e a cui tutti noi teniamo è una persona che vi si possa dedicare e che abbia conoscenza del suo valore culturale". Riguardo alla Richard Ginori Giani evidenzia infine che "il patrimonio salvato dall'intervento pubblico nel momento del fallimento rappresenta per Sesto Fiorentino e per tutta l'area fiorentina una grande speranza di valorizzazione, a cui si è accompagnato un importante investimento di risorse pubbliche. Mi sarei aspettato ben altra attenzione".
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