“7 punti per sicurezza in Toscana, anche polizia regionale”

"L'esperienza concreta di dove ci sono i Cpr è un'esperienza che li porta sulle pagine dei giornali per le difficoltà, le violenze, le sopraffazioni e quindi le condizioni di degrado a cui riducono le comunità che stanno intorno", per cui "in Toscana i Cpr così come sono non li vogliamo". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana e candidato per un secondo mandato alle elezioni regionali, presentando sette proposte per la sicurezza oggi a Firenze.
    
"I Cpr - ha osservato - in realtà sono dei luoghi detentivi impropri. Dovevano essere centri di rimpatrio per coloro che, non da cittadini italiani, si rendevano responsabili di reati, ma in realtà sono diventati delle simil-carceri dove si raccolgono queste persone. Il cittadino pensa che domani vengono rimpatriati, ma manca il rapporto con lo Stato da cui provengono, manca la convenzione che disciplina tutto questo, quindi nel Cpr questi personaggi rimangono per mesi e mesi e contribuiscono a creare degrado, mancanza di sicurezza, ad attrarre anche altre figure malavitose dove c'è il Cpr".

"Il Cpr diventa sostanzialmente uno strumento di detenzione -
ha proseguito il governatore toscano - perché non li rimpatri, stanno lì, e nello star lì colui che è nel Cpr magari ha occasione di incontrare colui con cui ha commesso i reati, o colui che lo tiene in contatto con centri di criminalità. Dove ci sono Cpr c'è degrado da un punto di vista delle condizioni con cui la comunità che sta intorno avverte le presenze improprie che vanno vicino al Cpr, e degrado perché si creano delle situazioni dentro il Cpr che sono spesso di violenze, di sopraffazioni, di violazione delle condizioni di sicurezza".    

Secondo Giani "se poi andiamo bene a vedere la gestione dei Cpr, è quella di affidarsi da parte di chi ne ha la responsabilità con appalti a cooperative o imprese che, prendendo la gestione al massimo ribasso, non mettono certo personale qualificato a vigilare su coloro che poi devono risiedere e stare nei Cpr. Almeno in carcere gli agenti di polizia penitenziaria sono professionisti, hanno fatto il loro concorso, hanno fatto i loro corsi di formazione professionale, nel Cpr non c'è nulla di tutto questo"

"La Regione non ha delle vere e proprie competenze dirette", ma "proprio per questo nella prossima legislatura ho intenzione di arrivare a quel piano di interventi sulla sicurezza e legalità che indico in sette interventi di concreta realizzazione".

"Questi sette interventi stanno, innanzitutto, nella costituzione di una polizia regionale che serva a intervenire direttamente come Regione laddove io firmo delle ordinanze e queste devono essere attuate. Secondo punto che mi preme evidenziare, la polizia locale urbana si forma attraverso una scuola interregionale: io nella prossima legislatura vorrei che invece ci fosse una scuola regionale, perché con questo creiamo più omogeneità, più uniformità, più impostazioni simili e quindi l'obiettivo vuole essere la creazione della scuola di polizia regionale".

Fra gli altri elementi elencati da Giani, bandi con cui la Regione aiuta ad acquistare telecamere "non solo i Comuni - ha detto -, ma anche aziende e operatori di interesse generale che hanno bisogno di telecamere ai fini della sicurezza", ma anche un bando per finanziare progetti speciali di enti locali, un osservatorio statistico dell'Irpet sull'andamento delle misure di deterrenza, un osservatorio sulla verifica dell'applicazione della legge regionale 11/2020 che prospetta misure da parte dei Comuni per tutelare il decoro, e un 'patto per la legalità' per l'utilizzo fino in fondo dei beni sequestrati alla mafia, attraverso la stipula di protocolli d'intesa con le forze dell'ordine.
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