"Quello che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni è il senso del tirarsi fuori dalle ideologie distruttive fondate sulla violenza, sulle discriminazioni, sulla guerra che portano a una catena da cui non riesci più a tirarti fuori. Quindi i valori della pace, della tolleranza, del rispetto dell'altro, qualsiasi siano le idee, il credo religioso o le impostazioni culturali, sono il vero elemento che dobbiamo trarre come insegnamento dalla Giornata della Memoria. Soprattutto in un mondo che in questo momento sembra veder scompaginato l'ordine mondiale. In un mondo in cui vediamo che violenza, guerra e sopraffazione sull'altro stanno prendendo sempre più campo". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, chiudendo la seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana.
Giani ha sottolineato che sulla Shoah "le testimonianze sono sempre più importanti perché vengono a mancare i diretti testimoni di quell'epoca, dobbiamo essere sempre più noi i diritti testimoni. Sappiamo che con il tempo la memoria assume carattere più sfumati, noi invece dobbiamo darle forza".
Giani si è poi detto molto "contento che il Consiglio regionale abbia fatto la scelta del Memoriale di Auschwitz per la seduta solenne. Devo dire che come Regione Toscana mi sento orgoglioso che la gran parte del finanziamento per portare qua a Firenze il memoriale lo abbiamo messo noi. Attraverso queste foto, queste immagini, i video si crea il senso più profondo di quello che deve essere la memoria, stagliata nella mente di ciascuno di noi, soprattutto nei giovani, nelle nuove generazioni".
Giani ha poi messo in evidenza la partecipazione compatta delle istituzioni al Giorno della Memoria, "un gioco di squadra per trasmettere valori importanti. Quel genocidio rappresenta il momento più basso della civiltà umana con 6,5 milioni di persone uccise nei campi di sterminio. E il Memoriale delle deportazioni è il posto simbolicamente più giusto per ricordarlo. Un memoriale che sarebbe andato distrutto, ma che abbiamo salvato anche grazie a Ugo Caffaz, vero ideatore del treno della memoria che riprenderà il suo viaggio il 23 marzo. Un viaggio didattico fondamentale per tanti ragazzi che hanno avuto e avranno la possibilità di vivere questa esperienza".
Giani ha aggiunto che "la nostra è una Regione che vuole dare al 27 gennaio sempre più significato e importanza, una giornata che va collegata al nostro impegno per i diritti civili e per la libertà, stando accanto a chi soffre in Iran, in Ucraina o in Medio Oriente. Io voglio davvero dare il senso di una ricorrenza che mantenga profonda indignazione per quello che è accaduto come elemento che contrasta l'enfasi della ritualità, ma che invece ci fa vivere quelle emozioni vere che soprattutto i nostri giovani devono avere dentro di sé per non perdere mai coscienza e memoria di quello che è avvenuto e trarne alimento perché non avvenga mai più".
Giani ha sottolineato che sulla Shoah "le testimonianze sono sempre più importanti perché vengono a mancare i diretti testimoni di quell'epoca, dobbiamo essere sempre più noi i diritti testimoni. Sappiamo che con il tempo la memoria assume carattere più sfumati, noi invece dobbiamo darle forza".
Giani si è poi detto molto "contento che il Consiglio regionale abbia fatto la scelta del Memoriale di Auschwitz per la seduta solenne. Devo dire che come Regione Toscana mi sento orgoglioso che la gran parte del finanziamento per portare qua a Firenze il memoriale lo abbiamo messo noi. Attraverso queste foto, queste immagini, i video si crea il senso più profondo di quello che deve essere la memoria, stagliata nella mente di ciascuno di noi, soprattutto nei giovani, nelle nuove generazioni".
Giani ha poi messo in evidenza la partecipazione compatta delle istituzioni al Giorno della Memoria, "un gioco di squadra per trasmettere valori importanti. Quel genocidio rappresenta il momento più basso della civiltà umana con 6,5 milioni di persone uccise nei campi di sterminio. E il Memoriale delle deportazioni è il posto simbolicamente più giusto per ricordarlo. Un memoriale che sarebbe andato distrutto, ma che abbiamo salvato anche grazie a Ugo Caffaz, vero ideatore del treno della memoria che riprenderà il suo viaggio il 23 marzo. Un viaggio didattico fondamentale per tanti ragazzi che hanno avuto e avranno la possibilità di vivere questa esperienza".
Giani ha aggiunto che "la nostra è una Regione che vuole dare al 27 gennaio sempre più significato e importanza, una giornata che va collegata al nostro impegno per i diritti civili e per la libertà, stando accanto a chi soffre in Iran, in Ucraina o in Medio Oriente. Io voglio davvero dare il senso di una ricorrenza che mantenga profonda indignazione per quello che è accaduto come elemento che contrasta l'enfasi della ritualità, ma che invece ci fa vivere quelle emozioni vere che soprattutto i nostri giovani devono avere dentro di sé per non perdere mai coscienza e memoria di quello che è avvenuto e trarne alimento perché non avvenga mai più".
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