Quella sulla Toscana Diffusa "è una legge molto bella e complessa, l'abbiamo finanziata con 2,3 milioni già nel bilancio, è bene che abbia la giusta attenzione, e quindi per questo a metà gennaio la porteremo in Consiglio regionale". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a margine della cerimonia dello scambio di auguri di Natale con la stampa.
"L'ho ritirata solo nelle ultime ore - ha spiegato Giani - perché volevo un maggiore coinvolgimento, e volevo che avesse la giusta evidenza, perché significa dare risposta a quei 172 comuni su 273 della Toscana, quindi a due terzi della Toscana", una risposta per i toscani "che magari si trovano in un territorio con meno densità abitativa, con meno vie di comunicazione, e deve invece essere potenziato perché la Toscana sia una sola, non una Toscana a due velocità".
Quanto a Toscana Strade, ha aggiunto il governatore, "l'auspicio è che l'asse fondamentale di collegamento fra la costa e l'interno, la Fi-Pi-Li, possa avere le risorse per provvedere a quell'investimento che creando la terza corsia o, dove non è possibile, la corsia d'emergenza, la liberino da quella pressione che vede a un minimo incidente bloccare tutto per chilometri con disagi e sacrifici per i cittadini. Sarà una Società Autostrade in senso toscano, quella che vogliamo fare per provvedere a questo investimento e questa gestione. Ci vuole tempo, perché richiede anche provvedimenti impopolari come il pedaggio ai Tir, ma io sono determinato a portarla avanti".
Il 2025 "ancora non deve essere campagna elettorale, perché quando si entra in campagna elettorale ne risentono le scelte e la capacità amministrativa", mentre invece "bisogna lavorare e governare, non attardarsi nel clima della campagna elettorale, che deve essere più ridotta possibile" ha aggiunto.
"Io soprattutto voglio governare la Toscana - ha detto -, voglio dare quella prospettiva di una regione dove per l'80% dei suoi cittadini vi è consapevolezza di vivere in una delle regioni in cui si vive meglio al mondo per prosperità e benessere, e per chi viene da fuori è una delle regioni più attrattive da un punto di vista turistico".
Per il 2025 "il mio augurio ai toscani è di raggiungere sempre più la loro felicità nello spirito della Toscana. Il 2025 - ha sottolineato - è l'anno del Giubileo: sia un anno in cui siano fondamentali gli aspetti della solidarietà, dell'essere vicino agli ultimi, di essere vicini a chi è fragile. Contemporaneamente deve essere un anno di crescita, di investimenti, di servizi ai cittadini".
Giani ha ricordato che "fra due anni vivremo i 250 anni della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti: il diritto alla felicità che caratterizza quella Costituzione l'aveva ideato un toscano, si chiamava Filippo Mazzei, veniva da Poggio a Caiano e oggi è sepolto a Pisa, perché poi ritornò nella sua Toscana. E quel diritto alla felicità nelle espressioni più alte e più belle che questo significa, attraverso la solidarietà, il rapporto umano nella propria comunità, il benessere che consente a se stessi e alla propria famiglia di dare risposte per il proprio futuro è qualcosa che io auspico per tutti i toscani".
Dal lato delle istituzioni, ha sottolineato il governatore, "il nostro pensiero è soprattutto quello di fare grande la Toscana, di essere una Toscana che cresce senza lasciare indietro nessuno, che sa mettere insieme la sua vocazione di essere così attrattiva per il turismo attraverso la sua cultura, l'essere viva da un punto di vista della produzione agricola e industriale, con l'essere una Toscana della carità, della solidarietà, che riesce a equilibrare tutto quello che in questa regione è così bello ma anche così fragile".
"L'ho ritirata solo nelle ultime ore - ha spiegato Giani - perché volevo un maggiore coinvolgimento, e volevo che avesse la giusta evidenza, perché significa dare risposta a quei 172 comuni su 273 della Toscana, quindi a due terzi della Toscana", una risposta per i toscani "che magari si trovano in un territorio con meno densità abitativa, con meno vie di comunicazione, e deve invece essere potenziato perché la Toscana sia una sola, non una Toscana a due velocità".
Quanto a Toscana Strade, ha aggiunto il governatore, "l'auspicio è che l'asse fondamentale di collegamento fra la costa e l'interno, la Fi-Pi-Li, possa avere le risorse per provvedere a quell'investimento che creando la terza corsia o, dove non è possibile, la corsia d'emergenza, la liberino da quella pressione che vede a un minimo incidente bloccare tutto per chilometri con disagi e sacrifici per i cittadini. Sarà una Società Autostrade in senso toscano, quella che vogliamo fare per provvedere a questo investimento e questa gestione. Ci vuole tempo, perché richiede anche provvedimenti impopolari come il pedaggio ai Tir, ma io sono determinato a portarla avanti".
Il 2025 "ancora non deve essere campagna elettorale, perché quando si entra in campagna elettorale ne risentono le scelte e la capacità amministrativa", mentre invece "bisogna lavorare e governare, non attardarsi nel clima della campagna elettorale, che deve essere più ridotta possibile" ha aggiunto.
"Io soprattutto voglio governare la Toscana - ha detto -, voglio dare quella prospettiva di una regione dove per l'80% dei suoi cittadini vi è consapevolezza di vivere in una delle regioni in cui si vive meglio al mondo per prosperità e benessere, e per chi viene da fuori è una delle regioni più attrattive da un punto di vista turistico".
Per il 2025 "il mio augurio ai toscani è di raggiungere sempre più la loro felicità nello spirito della Toscana. Il 2025 - ha sottolineato - è l'anno del Giubileo: sia un anno in cui siano fondamentali gli aspetti della solidarietà, dell'essere vicino agli ultimi, di essere vicini a chi è fragile. Contemporaneamente deve essere un anno di crescita, di investimenti, di servizi ai cittadini".
Giani ha ricordato che "fra due anni vivremo i 250 anni della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti: il diritto alla felicità che caratterizza quella Costituzione l'aveva ideato un toscano, si chiamava Filippo Mazzei, veniva da Poggio a Caiano e oggi è sepolto a Pisa, perché poi ritornò nella sua Toscana. E quel diritto alla felicità nelle espressioni più alte e più belle che questo significa, attraverso la solidarietà, il rapporto umano nella propria comunità, il benessere che consente a se stessi e alla propria famiglia di dare risposte per il proprio futuro è qualcosa che io auspico per tutti i toscani".
Dal lato delle istituzioni, ha sottolineato il governatore, "il nostro pensiero è soprattutto quello di fare grande la Toscana, di essere una Toscana che cresce senza lasciare indietro nessuno, che sa mettere insieme la sua vocazione di essere così attrattiva per il turismo attraverso la sua cultura, l'essere viva da un punto di vista della produzione agricola e industriale, con l'essere una Toscana della carità, della solidarietà, che riesce a equilibrare tutto quello che in questa regione è così bello ma anche così fragile".
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