“Intollerabile la carenza di posti nelle Rsa”

"La questione demografica dovrebbe essere la priorità per tutte le forze politiche, invece la Sinistra, col Pd in testa, da un lato, crede di risolvere le problematiche dei giovani con piccole azioni spot, o bocciando una nostra proposta che prevedeva la valutazione generazionale di tutti i provvedimenti regionali e, dall’altra, per quanto concerne gli anziani, si limita ad approvare una Delibera, a fine luglio, rimandando alla Scuola superiore S. Anna di Pisa uno studio specifico su una questione delicata, cioè la definizione di un indicatore che definisca il fabbisogno di posti nelle RSA. Assurdo!

In merito all’emergenza anziani, focalizzando l’attenzione sulla capacità di risposta offerta sul territorio regionale, in Toscana, a dicembre 2024, risultano attive 345 RSA, per un totale di 16.118 posti letto, di cui 14.851, pari a 15,3 ogni 1.000 anziani toscani, sono quelli destinati alla non autosufficienza (92%). Circa una struttura su tre è di proprietà pubblica (26%). L’indice di copertura dei posti letto per non autosufficienti disponibili e finanziabili dal SSR sui toscani ultra64enni è pari all’1,49%; questi solo alcuni dati significativi che testimoniano chiaramente la penuria di posti letto nelle residenze sanitarie e la presenza di alcune centinaia di anziani in attesa.

Il sistema quindi non regge e mette in serio pericolo la tenuta socioeconomica regionale. Per questo motivo, occorrerebbe che il confronto elettorale si concentrasse anche e soprattutto su queste dinamiche demografiche attraverso, da un lato, la valutazione dell’impiego efficace ed efficiente delle risorse europee, in particolare a vantaggio dei giovani (rivedendo le procedure inerenti i bandi gestiti da ARTI ad esempio, o attraverso una revisione del progetto GiovaniSì che è sempre più uno strumento di propaganda personale rispetto invece all’obiettivo per cui era nato, cioè l’emancipazione giovanile), dall’altro, per quanto concerne gli anziani, occorrerebbe una vera e propria alleanza con il mondo privato affinché siano realizzate nuove strutture, sostenute anche da un incremento del contributo sanitario e sociale, per garantire alle RSA non di essere luoghi in cui gli anziani vanno a morire, bensì spazi dove sia possibile garantire una vita autonoma, indipendente e decorosa, con la garanzia di servizi accessori, in particolare legati alla domiciliarità, che assicurino la continuità assistenziale, secondo un modello di effettiva presa in carico sociosanitaria. Occorre riconoscere alle RSA un ruolo, in particolare nelle aree marginali, di centro servizi a disposizione di tutta la popolazione anziana fragile. I nostri vecchi, dunque, meritano di più e meglio!”
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