Giovanni Galli, ex consigliere regionale della Lega commenta così i risultati delle Regionali: "La Toscana ha dato una lezione: la Lega Toscana così com’è non ha futuro. E senza politica, la Lega non ha senso di esistere. La Lega in Toscana ha toccato il fondo. E non per colpa del destino cinico e baro, ma per precise scelte politiche sbagliate. L’operazione Vannacci ne è la fotografia: una scelta valorialmente aberrante e politicamente perdente. Una candidatura senza senso, senza radicamento, senza alcun programma credibile. Il risultato? Una..... Caporetto elettorale"
"A salvarsi – e a tenere in piedi la baracca – sono stati solo i collegi di Pisa e Massa Carrara, grazie alla valorizzazione del lavoro concreto e credibile svolto in Consiglio regionale dallo staff e dai consiglieri e dai militanti. Tutto il resto è stato un imbarazzante teatrino con un cast degno della peggior parodia: comparse, liste bloccate, parole d’ordine imposte, manifesti vuoti, nessuna idea e zero elaborazione programmatica. La politica ridotta a diktat e ubbidienza, non a proposta e visione. Ed è qui che si tocca l’apice del paradosso: viene premiato Massimiliano Simoni, non per meriti, non per risultati, ma semplicemente per la sua amicizia personale con Vannacci. Inserito nel listino regionale senza alcun confronto democratico, senza alcuna legittimazione territoriale, oggi Simoni siede in Consiglio regionale solo grazie a una scorciatoia politica. Eppure, proprio lui si permette di etichettare come “miracolati” o “poltronari” quei consiglieri uscenti che si sono guadagnati ogni singolo voto sul campo. (Anche il sottoscritto era stato inserito nel listino bloccato nel 2020, è vero, ma entrato in consiglio regionale grazie alle 4.500 preferenze raccolte!). Quindi non solo "amico dell'amico" ma pure bugiardo. Come bugiardo è quando parla di sondaggi in cui la Lega era data al 2%. In realtà i sondaggi davano la Lega sopra il 6%: magra consolazione, ma è pur sempre la verità dei fatti, perché sappiamo che certi personaggi mentono sapendo di mentire e perseverano nella falsità. La verità è semplice: se c’è un poltronaio, è Simoni. Se c’è un vero miracolato, è proprio Massimiliano Simoni. E lo è doppiamente: la prima per il regalo politico ricevuto, la seconda per la sua storia politica fatta di un susseguirsi di sconfitte politiche importanti che di certo non edificano né la sua figura né la credibilità della Lega toscana. Un silenzio che pesa, e che offende la dignità di chi ha scelto di non candidarsi per non legittimare un meccanismo umiliante per la politica. Si è scambiata la militanza con la sottomissione, il dibattito con il silenzio, la politica con l’imposizione. E tutto questo nel nome di una destra vecchia, pericolosa e profondamente discriminatoria. Ma la Toscana ha risposto come sa fare: rigettando questa deriva, confermandosi terra di valori, di libertà e di democrazia. Da uomo di destra, rivendico l’urgenza di rifondare la Lega Toscana sui temi concreti: lavoro, sicurezza, edilizia popolare, coesione sociale, sanità, servizi pubblici, sport, lavoro, industria, distretti ecc. Serve un ritorno alla politica vera, quella che nasce dalla vita reale e non dai deliri ideologici. E serve anche recuperare un’identità cristiana fondata sulla pace e sull’inclusione, nel pieno rispetto della laicità".
Conclude Galli: "In sintesi? Serve un miracolo e so anche quale: "devannaccizzare" la Lega. A chi, con sarcasmo o ignoranza, mi dà del miracolato o parla di poltronificio, voglio solo ricordare che grazie alla mia carriera sportiva e professionale non ho mai avuto bisogno di poltrone. Io, in politica, ci sto per scelta, non per necessità. E come uomo libero, ho scelto di non mettere la mia faccia – e la mia storia – al servizio di un manipolo di omuncoli".
"A salvarsi – e a tenere in piedi la baracca – sono stati solo i collegi di Pisa e Massa Carrara, grazie alla valorizzazione del lavoro concreto e credibile svolto in Consiglio regionale dallo staff e dai consiglieri e dai militanti. Tutto il resto è stato un imbarazzante teatrino con un cast degno della peggior parodia: comparse, liste bloccate, parole d’ordine imposte, manifesti vuoti, nessuna idea e zero elaborazione programmatica. La politica ridotta a diktat e ubbidienza, non a proposta e visione. Ed è qui che si tocca l’apice del paradosso: viene premiato Massimiliano Simoni, non per meriti, non per risultati, ma semplicemente per la sua amicizia personale con Vannacci. Inserito nel listino regionale senza alcun confronto democratico, senza alcuna legittimazione territoriale, oggi Simoni siede in Consiglio regionale solo grazie a una scorciatoia politica. Eppure, proprio lui si permette di etichettare come “miracolati” o “poltronari” quei consiglieri uscenti che si sono guadagnati ogni singolo voto sul campo. (Anche il sottoscritto era stato inserito nel listino bloccato nel 2020, è vero, ma entrato in consiglio regionale grazie alle 4.500 preferenze raccolte!). Quindi non solo "amico dell'amico" ma pure bugiardo. Come bugiardo è quando parla di sondaggi in cui la Lega era data al 2%. In realtà i sondaggi davano la Lega sopra il 6%: magra consolazione, ma è pur sempre la verità dei fatti, perché sappiamo che certi personaggi mentono sapendo di mentire e perseverano nella falsità. La verità è semplice: se c’è un poltronaio, è Simoni. Se c’è un vero miracolato, è proprio Massimiliano Simoni. E lo è doppiamente: la prima per il regalo politico ricevuto, la seconda per la sua storia politica fatta di un susseguirsi di sconfitte politiche importanti che di certo non edificano né la sua figura né la credibilità della Lega toscana. Un silenzio che pesa, e che offende la dignità di chi ha scelto di non candidarsi per non legittimare un meccanismo umiliante per la politica. Si è scambiata la militanza con la sottomissione, il dibattito con il silenzio, la politica con l’imposizione. E tutto questo nel nome di una destra vecchia, pericolosa e profondamente discriminatoria. Ma la Toscana ha risposto come sa fare: rigettando questa deriva, confermandosi terra di valori, di libertà e di democrazia. Da uomo di destra, rivendico l’urgenza di rifondare la Lega Toscana sui temi concreti: lavoro, sicurezza, edilizia popolare, coesione sociale, sanità, servizi pubblici, sport, lavoro, industria, distretti ecc. Serve un ritorno alla politica vera, quella che nasce dalla vita reale e non dai deliri ideologici. E serve anche recuperare un’identità cristiana fondata sulla pace e sull’inclusione, nel pieno rispetto della laicità".
Conclude Galli: "In sintesi? Serve un miracolo e so anche quale: "devannaccizzare" la Lega. A chi, con sarcasmo o ignoranza, mi dà del miracolato o parla di poltronificio, voglio solo ricordare che grazie alla mia carriera sportiva e professionale non ho mai avuto bisogno di poltrone. Io, in politica, ci sto per scelta, non per necessità. E come uomo libero, ho scelto di non mettere la mia faccia – e la mia storia – al servizio di un manipolo di omuncoli".
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