“Quella di quattro anni fa è una delle date (al pari dell’11 settembre e del 7 ottobre) che hanno cambiato la vita al mondo. In Ucraina scoppiò una guerra a cui non eravamo preparati e che ci ha costretto a confrontarci con noi stessi prima che con gli altri Stati. Non fu solo una questione di sicurezza ma anche di resistenza umana che, grazie al popolo ucraino, ha insegnato a tutti che non possiamo voltarci dall’altra parte.
Una guerra che è diventata uno sterminio di soldati e di tanti civili, ma anche di false narrazioni, di attentati ibridi, di nuove armi e tecniche di distruzione che mira anche a stremare le opinioni pubbliche internazionali. È stato un evento che ha impattato fortemente anche sulle nostre scelte politiche, perché ci ha costretti, nonostante siamo un Paese che costituzionalmente ripudia la guerra, a pensare e ad investire in sicurezza. Se la Russia ancora non ha vinto è grazie al popolo ucraino e alla presa di coscienza degli Stati europei e della Nato, perché di fronte ad atteggiamenti prevaricatori e a mire imperialiste, non si può rimanere indifferenti. Rivendichiamo di esserci da sempre schierati per il sostegno di un Paese invaso e siamo confortati in quanto la gran parte del Parlamento la pensi come noi”.
Così in una nota il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura.
Una guerra che è diventata uno sterminio di soldati e di tanti civili, ma anche di false narrazioni, di attentati ibridi, di nuove armi e tecniche di distruzione che mira anche a stremare le opinioni pubbliche internazionali. È stato un evento che ha impattato fortemente anche sulle nostre scelte politiche, perché ci ha costretti, nonostante siamo un Paese che costituzionalmente ripudia la guerra, a pensare e ad investire in sicurezza. Se la Russia ancora non ha vinto è grazie al popolo ucraino e alla presa di coscienza degli Stati europei e della Nato, perché di fronte ad atteggiamenti prevaricatori e a mire imperialiste, non si può rimanere indifferenti. Rivendichiamo di esserci da sempre schierati per il sostegno di un Paese invaso e siamo confortati in quanto la gran parte del Parlamento la pensi come noi”.
Così in una nota il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura.
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