Caso Montedomini, la Legga all'attacco: "Dimissioni per la sindaca Funaro"

"Da parte del centrodestra oggi l'annuncio di un fantomatico elenco di 'fallimenti' della Giunta Funaro: i colleghi consiglieri sono evidentemente distratti. Alla poca attenzione sopperiamo con un utile memorandum di cose fatte ed obiettivi raggiunti, li aiutiamo a fare chiarezza". Così Marco Semplici, consigliere comunale della lista Funaro sindaca, replica al centrodestra che ha parlato di un dossier sui primi due anni della Giunta Funaro.
Elencando gli obiettvi raggiunti Semplic cita: "Investimenti straordinari sull'abitare, a fronte di zero risorse dal Governo e di un piano Casa di cui ancora dobbiamo vedere i risultati nelle città, un approccio innovativo nella gestione dell'overtourism, con la regolamentazione degli affitti brevi, lo stop alle keybox, interventi sulla vivibilità del centro storico con lo stop a golf car e risciò e il regolamento dehors, la restituzione alla comunità di pezzi di città importanti e fermi da tempo come l'ex caserma Lupi di Toscana e l'ex mostro del Poggetto, l'impegno sulla sicurezza con le assunzioni della polizia Municipale, la pol Tramvia, la polizia di prossimità, nonostante l'inerzia del Governo che ancora non manda forze dell'ordine a sufficienza. E ci fermiamo qui, ma il lavoro continua. Nonostante la scarsa attenzione del centrodestra o forse la costante volontà di strumentalizzare in assenza di proposte concrete per la città".
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"La sfiducia verso la giunta Funaro nasce dai fatti. Martedì li presenteremo, uno per uno, ai cittadini fiorentini, nelle sedi e con gli strumenti propri di una politica seria e responsabile". Così in una nota congiunta Fdi, Fi, Lista Schmidt e Noi Moderati in merito all'appello rivolto dalla Lega alla minoranza di Palazzo Vecchio di sottoscrivere una mozione di sfiducia per la sindaca ara Funaro dopo il caso Montedomini. Per martedì 28 luglio, spiegano, è stato convocata una conferenza stampa per presentare alla città un dossier sui primi due anni della Giunta Funaro, i consiglieri di opposizione affermano.

"La richiesta di sfiducia avanzata dalla Lega rappresenta un segnale politico chiaro e conferma il giudizio profondamente negativo del centrodestra sull'operato di questa amministrazione. Purtroppo, il solo centrodestra non può raggiungere questo obiettivo. La politica non può limitarsi agli annunci: può essere comunicata anche attraverso i social, ma si fa nelle sedi istituzionali adeguate, attraverso atti, documenti, iniziative consiliari e assunzione di responsabilità. Noi vogliamo mettere questo giudizio nero su bianco, ricostruendo con atti, documenti, date e responsabilità tutto ciò che è accaduto in questi due anni. Dal caso Montedomini al Cubo nero dell'ex Teatro Comunale; dalla perdita della qualifica di Teatro Nazionale da parte del Teatro della Toscana alla gestione dello stadio Franchi; dai cantieri della tramvia alla crisi della mobilità e del trasporto pubblico; dal taglio degli alberi, con il conseguente aumento delle isole di calore, alla gestione insufficiente del verde urbano; dalla continua perdita di posti auto alla mancata pulizia della città; dalla sicurezza alle politiche abitative; dagli alloggi a canone calmierato alle grandi trasformazioni urbanistiche. E ancora: ponte da Verrazzano, ponte Nencioni, via della Chimera, Limonaia di Villa Strozzi, ritardi, opere incompiute, promesse non mantenute e segnalazioni delle opposizioni rimaste senza risposta. Sul caso Montedomini abbiamo già chiesto al presidente della commissione controllo di convocare, subito dopo il cda del 29 luglio, il presidente Maurizio Frittelli, affinché riferisca sulle decisioni assunte e sulla situazione dell'ente". "Non si tratta - concludono - di una semplice sommatoria di singoli episodi, ma del bilancio politico di due anni di governo della città".
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"Il caso Montedomini non è più un incidente isolato, ma un fatto politico gravissimo che investe direttamente la credibilità dell’Amministrazione comunale di Firenze.
Di fronte all’emersione di appartamenti e immobili pubblici finiti nel circuito degli affitti turistici brevi, mentre il Comune conduce da mesi una battaglia politica e amministrativa contro questo fenomeno, il corto circuito è ormai evidente.
Non siamo davanti a una semplice contraddizione comunicativa, ma a un fallimento politico e amministrativo.
Il punto politico è semplice e non può essere eluso. Se l’Amministrazione non sapeva, allora ha dimostrato di non saper controllare il proprio sistema di enti, partecipate e organismi collegati, proprio su un tema che ha trasformato in una bandiera identitaria. Se invece sapeva, oppure se elementi rilevanti erano già presenti nei protocolli e nelle pratiche degli uffici comunali, allora il problema diventa ancora più grave perché si profila una responsabilità politica diretta per omissione, sottovalutazione o mancato intervento tempestivo.
Le ricostruzioni pubblicate sui media aggravano, giorno dopo giorno, ulteriormente il quadro. Proprio per questo il macigno Montedomini pesa il doppio: perché colpisce il cuore della narrazione politica dell’Amministrazione e dimostra che, mentre si impongono limiti ai cittadini e ai privati, dentro il perimetro pubblico si sono aperti varchi incompatibili con la linea proclamata.
Per queste ragioni, si chiede con nettezza che il Sindaco tragga le naturali conseguenze politiche di quanto accaduto. Quando su un tema così sensibile si produce una frattura tanto clamorosa tra propaganda e realtà amministrativa, quando emergono dubbi sul livello di controllo esercitato sugli enti pubblici e quando la città scopre che immobili pubblici possono essere instradati verso la rendita turistica mentre si predica il recupero della funzione residenziale, la responsabilità politica non può essere scaricata su tecnici, uffici o organismi terzi.
Le dimissioni del Sindaco rappresentano, a questo punto, un atto di lealtà e di rispetto verso Firenze. Non per una polemica di parte, ma perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si difende con la coerenza, con la trasparenza e con l’assunzione piena delle responsabilità politiche, soprattutto quando vengono meno i presupposti minimi di credibilità dell’azione amministrativa. Per tutto ciò, facciamo un appello alla Minoranza di Centrodestra e Centrosinistra perché sottoscriva assieme a noi- sottolinea Guglielmo Mossuto, Capogruppo Lega in Consiglio comunale-una chiara ed immediata mozione di sfiducia."

Così l'On.le Tiziana Nisini: Commissario Lega Firenze, Guglielmo Mossuto: Capogruppo Lega in Consiglio comunale a Firenze, Barbara Nannucci e Stefano Nencioni, Consiglieri di Quartiere 3 e 2 a Firenze.
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