Firenze si prepara a cambiare ancora una volta la propria viabilità. Dopo Ferragosto entrano infatti nel vivo gli interventi preliminari che, entro la fine di agosto, porteranno al completamento della riorganizzazione della circolazione collegata all’ampliamento della rete tranviaria sui viali di circonvallazione. Il cuore del nuovo sistema sarà rappresentato dall’inversione della direttrice via Mannelli-via De Sanctis e dalla nuova organizzazione di piazza Alberti, insieme al senso unico in un tratto di via Masaccio e al cambio di senso in via Andrea del Castagno.
Un riassetto destinato a incidere in maniera significativa sulle abitudini di chi ogni giorno si muove tra Campo di Marte, piazza della Libertà, Bellariva e la zona sud-est della città. L’obiettivo dichiarato è alleggerire i viali e costruire percorsi alternativi più fluidi ed efficienti, ma tra i residenti non mancano dubbi e perplessità.
La nuova direttrice verso l’Arno
Il piano nasce dalla necessità di riorganizzare la viabilità parallela ai viali dopo la scelta di collocare su questi ultimi la tramvia. Un primo tassello è già operativo nella zona di viale Lavagnini, con le modifiche introdotte in via Lorenzo il Magnifico e via Pier Capponi. Adesso la stessa logica viene estesa al quadrante compreso tra piazza della Libertà e l’Arno, fino ai ponti da Verrazzano e Nencioni.
La novità principale riguarda via Mannelli, che a regime sarà percorribile a senso unico da via degli Artisti verso via Lapini. Da qui sarà possibile passare sotto il cavalcavia dell’Affrico, raggiungere via Credi e piazza Alberti e quindi proseguire lungo via De Sanctis fino ai lungarni. Arrivati all’Arno, gli automobilisti potranno dirigersi verso l’uscita città, attraversare il fiume utilizzando il nuovo Ponte Nencioni oppure tornare verso il centro attraverso via Campofiore, via Quintino Sella e via Scipione Ammirato.
Per chi invece dovrà muoversi verso la Fortezza cambieranno i riferimenti: il percorso passerà da via Masaccio, resa a senso unico nel tratto tra via Scialoja e via Giambologna in direzione di viale Don Minzoni, per poi proseguire attraverso via Pascoli e via Mafalda di Savoia fino a viale Milton.
Piazza Alberti, cambia tutto dopo il 20 agosto
Particolarmente delicata sarà la riorganizzazione di piazza Alberti, prevista dopo il 20 agosto. Il nuovo impianto semaforico consentirà, tra le altre cose, di svoltare direttamente da via Campofiore in via Scipione Ammirato.
Per chi arriva da via Aretina sarà invece utilizzabile la corsia di piazza Alberti compresa tra il cavalcavia e gli edifici, con la possibilità di imboccare via Di Credi e passare sotto il cavalcavia dell’Affrico, dove sarà istituito il doppio senso di circolazione. Attraverso via Landucci, via Campanella, via Scipione Ammirato e via Scialoja sarà quindi possibile raggiungere via Masaccio e proseguire verso piazza della Libertà e la Fortezza.
Il piano prevede inoltre il cambio di senso in via Andrea del Castagno, in direzione di via degli Artisti, e l'attivazione di nuovi semafori negli incroci considerati strategici.
Lavori graduali fino al 29 agosto
Il Comune ha scelto di procedere per fasi, in modo da evitare un cambiamento simultaneo dell'intero sistema. Dopo il senso unico introdotto tra il 3 e il 7 agosto in via Masaccio, sono previste modifiche in via Landucci, via Campanella, via Bovio e nell’ultimo tratto di via del Campofiore.
Dopo Ferragosto sarà invece il momento delle inversioni notturne in via De Sanctis e nelle due sezioni di via Mannelli: quella “bassa”, tra viale Mazzini e via Villari, e quella “alta”, tra via degli Artisti e viale Mazzini. Dopo il 20 agosto toccherà a piazza Alberti, all’ultimo tratto di via Mannelli e a via Lapini.
L’ultimo tassello arriverà entro il 29 agosto, quando dovrebbe essere completato il collegamento diretto tra via Luca Giordano e via Mannelli, dopo lo smontaggio della gru utilizzata per il varo del nuovo Ponte al Pino e la conseguente riduzione del cantiere RFI.
Residenti divisi: «Può funzionare», «temiamo il caos»
Nei quartieri interessati il nuovo assetto viene seguito con attenzione. C'è chi guarda con favore alla creazione di una direttrice più chiara tra piazza della Libertà e i lungarni. «Se davvero permetterà di arrivare verso Bellariva e l'Arno senza rimanere imbottigliati sui viali, può essere una buona soluzione», è il commento di alcuni residenti favorevoli alla riorganizzazione. Per altri, il vantaggio principale potrebbe essere rappresentato dalla presenza di percorsi alternativi in caso di incidenti o blocchi sui viali: «Oggi basta un problema in un punto e si paralizza mezzo quartiere. Avere più alternative può aiutare».
Non tutti, però, sono convinti. Il timore è soprattutto quello di una prima fase caratterizzata da disorientamento e code. «Cambiare contemporaneamente sensi di marcia e abitudini consolidate da anni rischia di creare molta confusione, almeno all'inizio», osservano alcuni abitanti della zona. Altri guardano con preoccupazione alle strade più interne: «Il problema è capire dove finiranno le auto. Se per alleggerire i viali si porta più traffico sotto le case, per noi residenti il miglioramento rischia di non esserci».
C'è poi chi chiede soprattutto segnaletica chiara e controlli nei primi giorni di entrata in vigore del nuovo sistema. Perché sulla carta l'obiettivo è costruire una viabilità più scorrevole e razionale, ma la prova decisiva arriverà soltanto quando migliaia di automobilisti si troveranno a fare i conti con i nuovi sensi di marcia.
Fine agosto sarà quindi il primo vero banco di prova: Firenze avrà una nuova rete di percorsi alternativi tra piazza della Libertà, Campo di Marte, piazza Alberti e l'Arno. Resta da capire quanto tempo servirà ai cittadini per abituarsi e, soprattutto, se il nuovo sistema riuscirà davvero a rendere il traffico più fluido senza spostare congestione e disagi da una strada all'altra.
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