"Come anche è successo a Bologna, anche a Firenze Nardella si sta distinguendo per un ideologismo sulla sicurezza stradale, facendo apporre in tante zone di Firenze cartelli che indicano il limite di velocità a 30 chilometri orari. Le zone individuate sono molto, troppo estese e non si sa in base a quale criterio siano state individuate. E il tutto senza essere minimamente passato attraverso una opportuna discussione in Consiglio comunale.Le indicazioni sono molto vaghe, tranne in poche strade non ci sono motivazioni di pericolo o di vicinanza a scuole o frequenza di incidenti gravi per derogare al limite previsto dal codice stradale (50km) o dalla direttiva di Salvini." Lo ha dichiarato il Senatore per Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi.
"Dal Comune di Firenze scrivono zone ma in realtà sono quasi quartieri interi tanto da rendere 'Firenze città a 30 km/h.' La verità è dunque che usano stratagemmi per la loro battaglia ideologica contro le auto per fare cassa. Nardella ha infatti messo in bilancio preventivo del Comune 110 milioni di multe, che è un'enormità se si pensa cheì dalla tassa di soggiorno ne ricava meno di 80. Oggi in Senato, interrogato dal collega di partito Lisei, il ministro Salvini ha risposto di aver scritto al sindaco di Bologna Lepore, si sa che le ordinanze non possono travalicare il potere delle leggi dello Stato che in questo caso è il codice della strada, per cui, proprio come a Bologna, la soluzione è che Nardella ritiri le sue disposizioni perché stridono con il buon senso e con lo stesso concetto di sicurezza stradale". Lo dichiara il senatore
"Dal Comune di Firenze scrivono zone ma in realtà sono quasi quartieri interi tanto da rendere 'Firenze città a 30 km/h.' La verità è dunque che usano stratagemmi per la loro battaglia ideologica contro le auto per fare cassa. Nardella ha infatti messo in bilancio preventivo del Comune 110 milioni di multe, che è un'enormità se si pensa cheì dalla tassa di soggiorno ne ricava meno di 80. Oggi in Senato, interrogato dal collega di partito Lisei, il ministro Salvini ha risposto di aver scritto al sindaco di Bologna Lepore, si sa che le ordinanze non possono travalicare il potere delle leggi dello Stato che in questo caso è il codice della strada, per cui, proprio come a Bologna, la soluzione è che Nardella ritiri le sue disposizioni perché stridono con il buon senso e con lo stesso concetto di sicurezza stradale". Lo dichiara il senatore
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