Questa la nota della senatrice Simona Petrucci e il senatore e del capogruppo della commissione Cultura di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi: “Se Giani pensa di essere l’unico ad aver parlato di cultura in Toscana, è un problema: significa che ascolta solo se stesso. E si racconta bugie. La descrizione dello stato del patrimonio culturale nella regione è ferma a quando al governo c’erano i suoi amici che si beavano delle glorie del passato e non facevano nulla. Il governo è perfettamente consapevole delle bellezze del patrimonio in Toscana. Un patrimonio che conosce, che apprezza e su cui sta investendo".
Proseguono: "Tra i 530 musei, monumenti e aree archeologiche aperte al pubblico nella regione, i luoghi gestiti direttamente dal ministero della Cultura sono 62, di cui soltanto 6, e quindi l’1%, risultano momentaneamente o parzialmente chiusi per motivi conservativi e per lo svolgimento dei lavori legati al PNRR. Le carenze di personale nei luoghi della cultura sono ataviche, noi però non passiamo il tempo a lamentarci, proviamo invece ad invertire la rotta. In questi anni sono stati indetti molti concorsi e tante situazioni sono migliorate. È previsto un bando di concorso per l’area assistenti proprio relativi ai profili per l’accoglienza e la sicurezza e a quello di assistente tecnico, con oltre 1.500 posti complessivi, di cui in Toscana più di 200 unità per il profilo AFAV e circa 40 unità per il profilo tecnico. Inoltre è previsto un bando per i funzionari architetti e bibliotecari con circa 400 posti, finalizzati a colmare le carenze di personale tecnico su tutto il territorio nazionale e a garantire la piena copertura delle posizioni disponibili anche per la Toscana. Oltre ai già previsti scorrimenti di graduatorie; anche in questo caso, la Regione Toscana rientrerà tra le sedi opzionabili per i 117 posti di assistente amministrativo".
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in occasione della sua ultima visita in Toscana, ha annunciato inoltre un ulteriore finanziamento di quasi 3 milioni di euro per riportare la celebre pala del Pontormo nella chiesa di San Michele a Carmignano, a testimonianza dell’attenzione e dell’interesse verso i nostri territori. Questa è solo la prima iniziativa, e tante ce ne saranno nei prossimi mesi. Il ministro ha infatti ragione quando afferma che in Toscana c’è davvero tanto da fare per valorizzare e tutelare il suo straordinario patrimonio culturale. È un dato oggettivo che riguarda tutta la regione e non soltanto una sua parte. E questa non è una nostra responsabilità”.
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