"Sta facendo scalpore il tema dei fondi alle Province per la manutenzione: tutto nasce dalle dichiarazioni di alcuni sindaci PD che alimentano confusione per attaccare il governo di Centrodestra, ma senza dire la verità. I programmi di spesa sono stati ridotti, infatti, solo e soltanto perché molte province non hanno utilizzato e rendicontato una quota considerevole dei fondi a loro destinati dal Mit per la manutenzione delle strade, come invece previsto nei piani territoriali". Lo afferma, in una nota, Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici del partito, rispondendo ai "molti presidenti di provincia, soprattutto PD (tra i quali Simone Calamai di Prato e Sara Funaro di Firenze), i quali sono anche sindaci e lo fanno come secondo lavoro".
"Il definanziamento - aggiunge - è stato comunicato con largo anticipo, anche se è giunto il momento di fare alcune riflessioni: se sia il caso di mantenere questi enti depotenziati e di secondo livello, con competenze sì, ma senza risorse umane ed economiche idonee, oppure se dobbiamo proprio cambiare metodo, con bilanci di cassa così da assegnare le opere e metterle a bilancio solo dove possono essere realizzate e rendicontate".
"Cionondimeno - prosegue Mazzetti - il Mit mi ha assicurato di voler attivare un confronto con le province per trovare subito delle alternative; in più, da quanto ho potuto verificare, questi fondi, limitatamente alle annualità 2025 e 2026, non sono spariti e vanificati, sono stati subito investiti in opere strategiche del Pnrr, indispensabili per la modernizzazione del Paese".
"Sicuramente - conclude la parlamentare - bisogna uscire dalla logica dei soldi a pioggia: i territori devono sì ricevere i giusti fondi, ma devono anche saperli investire e rendicontare, per il bene delle finanze pubbliche e del territorio stesso".
"Il definanziamento - aggiunge - è stato comunicato con largo anticipo, anche se è giunto il momento di fare alcune riflessioni: se sia il caso di mantenere questi enti depotenziati e di secondo livello, con competenze sì, ma senza risorse umane ed economiche idonee, oppure se dobbiamo proprio cambiare metodo, con bilanci di cassa così da assegnare le opere e metterle a bilancio solo dove possono essere realizzate e rendicontate".
"Cionondimeno - prosegue Mazzetti - il Mit mi ha assicurato di voler attivare un confronto con le province per trovare subito delle alternative; in più, da quanto ho potuto verificare, questi fondi, limitatamente alle annualità 2025 e 2026, non sono spariti e vanificati, sono stati subito investiti in opere strategiche del Pnrr, indispensabili per la modernizzazione del Paese".
"Sicuramente - conclude la parlamentare - bisogna uscire dalla logica dei soldi a pioggia: i territori devono sì ricevere i giusti fondi, ma devono anche saperli investire e rendicontare, per il bene delle finanze pubbliche e del territorio stesso".
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