Il presidente del Consiglio comunale di Campi Bisenzio ricorda le vittime della strage di via D'Amelio e denuncia i depistaggi che hanno segnato la ricerca della verità

A 34 anni dalla strage di via D'Amelio, il presidente del Consiglio comunale di Campi Bisenzio, Antonio Montelatici, ha ricordato il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – con un messaggio pubblicato sui social.

«Una strage che ha ferito lo Stato nel cuore. Ma che per anni ha ferito anche le persone», scrive Montelatici, sottolineando come, oltre alle vittime della mafia, vi siano state «altre vittime: quelle della ricerca della verità. Uomini e donne travolti da sospetti, depistaggi, omissioni».

Nel suo intervento il presidente del Consiglio comunale richiama anche la vicenda dell'agenda rossa e ricorda «un mio caro amico», un ufficiale dell'Arma dei Carabinieri «trascinato nel fango per anni» e poi completamente scagionato. «La memoria di Borsellino ci chiede una cosa sola: verità e giustizia, senza scorciatoie e senza colpevoli inventati. Perché onorare Borsellino significa pretendere uno Stato che non lascia indietro nessuno».

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