Commissione urbanistica tesa, Comune e Soprintendenza si rimpallano le responsabilità

Ieri Palazzo Vecchio è stato teatro di una seduta infuocata della commissione urbanistica sul maxi edificio in ottone brunito, il cosiddetto “cubo nero”, comparso improvvisamente in Corso Italia durante l’estate. Il Comune ha ribadito che l’iter autorizzativo è stato «regolare e completo» e ha spostato eventuali responsabilità sulla Soprintendenza, incaricata di approvare i colori dell’edificio. Il capogruppo Pd Luca Milani ha sottolineato che, se ci sono irregolarità cromatiche, non sono imputabili agli uffici comunali e auspica almeno un accordo per un «cambio di colori» in collaborazione con i proprietari e la Soprintendenza.

La sindaca Sara Funaro ha annunciato la disponibilità a un incontro imminente, mentre l’assessora all’urbanistica Caterina Biti ha chiarito che, pur rispettando le scelte passate, è necessario guardare avanti, con attenzione all’abitare, all’housing sociale, alle locazioni turistiche brevi e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Tuttavia, la discussione si è rapidamente surriscaldata per gli attacchi dell’opposizione, in particolare di Massimo Sabatini, che ha contestato la gestione del progetto e accusato Pd e maggioranza di un ruolo passivo e di “copertura” formale delle procedure, sottolineando che a contare agli occhi dei cittadini è il risultato finale.

Le opposizioni hanno denunciato la mancanza di un ruolo incisivo della politica nella gestione del progetto. Dmitrij Palagi (Spc) e Cecilia Del Re (Fd) hanno sottolineato la necessità di un dibattito preventivo e della partecipazione pubblica. Dal canto suo, il presidente della commissione Renzo Pampaloni ha difeso l’esperienza pregressa degli assessori, ricordando come molte delle scelte ora contestate siano state realizzate sotto deleghe precedenti. La seduta ha quindi messo in luce non solo le tensioni politiche attorno al “cubo nero”, ma anche il nodo tra iter burocratici e percezione pubblica dei risultati urbanistici.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies