Cinquanta incontri per informare sul referendum sulla giustizia e spiegare le ragioni del sì. E' già partita la mobilitazione di Forza Italia in vista della scadenza del 22-23 marzo, ricorso al Tar permettendo.
"Abbiamo visto una scarsissima affluenza alle elezioni regionali, speriamo che questo referendum segni un'inversione di tendenza", dice il segretario toscano e capogruppo in Consiglio regionale, Marco Stella, presentando a Firenze le 50 iniziative, alcune già svolte. Prossimo appuntamento sabato 24 gennaio a San Marcello Pistoiese.
Tra le varie iniziative arriveranno in Toscana il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, l'onorevole Enrico Costa, la vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini, probabilmente il segretario e vicepremier Antonio Tajani. "Ci sarà la presenza di tutti i vertici nazionali per una data importante e anche per una riforma alla quale Forza Italia tiene - aggiunge Stella - Finalmente una separazione netta, chiara fra chi giudica e chi invece deve portare avanti le tesi dell'accusa per un processo giusto ed equo".
Per Jacopo Ferri, consigliere regionale, il referendum è l'occasione per chiudere, "un cerchio lungo che ha contraddistinto un po' tutta la storia di Forza Italia. Il 1994 - ricorda - è l'anno non solo della discesa in campo, ma anche dell'inizio delle difficoltà che il presidente Berlusconi ha trovato nel rapporto con la giustizia". Secondo Ferri separazione delle carriere e responsabilità civile sono "i due baluardi" di una riforma "costruita con intelligenza, in modo da salvaguardare in pieno i principi costituzionali".
Per il vicesegretario regionale Fi, Roberto Berardi, la riforma, che è "una rivincita del nostro presidente Berlusconi", "è una riforma di libertà, anche per gli stessi magistrati che troppo spesso sono ostaggio di correnti".
Per il responsabile Giustizia di Forza Italia Toscana, Eros Baldini, gli obiettivi della riforma sono semplici: "si vuole ridare indipendenza e terzietà al giudice", e "togliere potere alle correnti e ridare potere al merito". Una battaglia, ha concluso, su cui "non ci deve essere differenziazione fra destra e sinistra", perché la riforma "è a vantaggio di tutti i cittadini".
"Abbiamo visto una scarsissima affluenza alle elezioni regionali, speriamo che questo referendum segni un'inversione di tendenza", dice il segretario toscano e capogruppo in Consiglio regionale, Marco Stella, presentando a Firenze le 50 iniziative, alcune già svolte. Prossimo appuntamento sabato 24 gennaio a San Marcello Pistoiese.
Tra le varie iniziative arriveranno in Toscana il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, l'onorevole Enrico Costa, la vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini, probabilmente il segretario e vicepremier Antonio Tajani. "Ci sarà la presenza di tutti i vertici nazionali per una data importante e anche per una riforma alla quale Forza Italia tiene - aggiunge Stella - Finalmente una separazione netta, chiara fra chi giudica e chi invece deve portare avanti le tesi dell'accusa per un processo giusto ed equo".
Per Jacopo Ferri, consigliere regionale, il referendum è l'occasione per chiudere, "un cerchio lungo che ha contraddistinto un po' tutta la storia di Forza Italia. Il 1994 - ricorda - è l'anno non solo della discesa in campo, ma anche dell'inizio delle difficoltà che il presidente Berlusconi ha trovato nel rapporto con la giustizia". Secondo Ferri separazione delle carriere e responsabilità civile sono "i due baluardi" di una riforma "costruita con intelligenza, in modo da salvaguardare in pieno i principi costituzionali".
Per il vicesegretario regionale Fi, Roberto Berardi, la riforma, che è "una rivincita del nostro presidente Berlusconi", "è una riforma di libertà, anche per gli stessi magistrati che troppo spesso sono ostaggio di correnti".
Per il responsabile Giustizia di Forza Italia Toscana, Eros Baldini, gli obiettivi della riforma sono semplici: "si vuole ridare indipendenza e terzietà al giudice", e "togliere potere alle correnti e ridare potere al merito". Una battaglia, ha concluso, su cui "non ci deve essere differenziazione fra destra e sinistra", perché la riforma "è a vantaggio di tutti i cittadini".
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