Per la realizzazione di Cpr in Toscana "eravamo tutti favorevoli quando fummo convocati dal prefetto di Firenze, anche il sindaco Nardella all'epoca e il presidente della Regione Giani che partecipò alla riunione" lo erano. "Poi si cambia idea al cambiare dei segretari del partito, e non è il mio modo di fare io. Se credo che una cosa sia giusta, non mi faccio raggiungere da nessuna telefonata del mio partito per cambiare idea". Lo ha detto ai microfoni di Lady Radio il candidato presidente della Regione Toscana per il centrodestra, Alessandro Tomasi.
Il Cpr in Toscana "serve, è un'ipocrisia non averlo perché ogni giorno decine di pattuglie della Polizia, dei Carabinieri partono da questa regione per portare le persone fermate, delinquenti, in altri Cpr regionali, privando il territorio di pattuglie che dovrebbero controllare la strada, i parchi, reprimere il crimine".
"Erano stati individuati i luoghi in quella riunione" dove realizzare Cpr in Toscana. "Ce n'era anche uno sulla nostra provincia di Pistoia e anche uno sulla provincia di Firenze, quindi c'era stata anche l'individuazione di aree idonee" ha concluso Tomasi.
Tomasi si è anche detto contrario al reddito di cittadinanza regionale inserito nell'accordo fra Pd e M5s per la ricandidatura a presidente della Regione di Eugenio Giani. "Non funziona, ce l'ha detto il Paese", ha spiegato, aggiungendo che "darei aiuto ai ragazzi che vogliono pagare un affitto e non se lo possono permettere, aiuto per avere borse di studio, per formarsi nell'Its, nell'università, aiuto alle aziende per assumere, insomma, tutto il contrario del reddito di cittadinanza".
Il candidato del centrodestra ha anche criticato il progetto di 'Toscana strade', la società in house della Regione che, nelle intenzioni di Giani, dovrebbe gestire la strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li: "La Regione - ha detto - deve mettere una 'fiche' importante, e dei 600 milioni di fondi per lo sviluppo e coesione la Regione non ha messo un euro. La Regione deve mettere metà dell'investimento. Poi si chiedono risorse anche al governo, allo Stato, e solo dopo, con un progetto vero, con i soldi messi sul piatto, quasi tutti, si fa e si pensa ad una società che la possa gestire nell'ordinario, nello straordinario. Solo da ultimo, in casi estremi, si chiedono nuovamente i soldi ai cittadini".
Il Cpr in Toscana "serve, è un'ipocrisia non averlo perché ogni giorno decine di pattuglie della Polizia, dei Carabinieri partono da questa regione per portare le persone fermate, delinquenti, in altri Cpr regionali, privando il territorio di pattuglie che dovrebbero controllare la strada, i parchi, reprimere il crimine".
"Erano stati individuati i luoghi in quella riunione" dove realizzare Cpr in Toscana. "Ce n'era anche uno sulla nostra provincia di Pistoia e anche uno sulla provincia di Firenze, quindi c'era stata anche l'individuazione di aree idonee" ha concluso Tomasi.
Irpef
"Bisogna creare una squadra per analizzare i conti della Regione fino all'ultimo euro".Tomasi si è anche detto contrario al reddito di cittadinanza regionale inserito nell'accordo fra Pd e M5s per la ricandidatura a presidente della Regione di Eugenio Giani. "Non funziona, ce l'ha detto il Paese", ha spiegato, aggiungendo che "darei aiuto ai ragazzi che vogliono pagare un affitto e non se lo possono permettere, aiuto per avere borse di studio, per formarsi nell'Its, nell'università, aiuto alle aziende per assumere, insomma, tutto il contrario del reddito di cittadinanza".
Il candidato del centrodestra ha anche criticato il progetto di 'Toscana strade', la società in house della Regione che, nelle intenzioni di Giani, dovrebbe gestire la strada di grande comunicazione Fi-Pi-Li: "La Regione - ha detto - deve mettere una 'fiche' importante, e dei 600 milioni di fondi per lo sviluppo e coesione la Regione non ha messo un euro. La Regione deve mettere metà dell'investimento. Poi si chiedono risorse anche al governo, allo Stato, e solo dopo, con un progetto vero, con i soldi messi sul piatto, quasi tutti, si fa e si pensa ad una società che la possa gestire nell'ordinario, nello straordinario. Solo da ultimo, in casi estremi, si chiedono nuovamente i soldi ai cittadini".
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