Nel suo libro criticò la pm che seguì due indagini che coinvolsero i suoi genitori, che per alcuni passaggi ritenuti diffamatori ha chiesto un risarcimento

Nel quinto paragrafo del primo capitolo del suo libro “Il mostro. Inchieste, scandali e dossier. Come provano a distruggerti l’immagine”, il senatore e leader di Italia Viva, nonché ex sindaco di Firenze Matteo Renzi, parlando dell’assoluzione dei propri genitori, scrive che nell’esercizio delle sue funzioni la pm di Firenze Christine Von Borries ha “mancato di adempiere al proprio dovere professionale” nel caso di concorso per emissioni di fatture false, in quanto non avrebbe messo a disposizione della difesa delle prove che avrebbe potuto dimostrare l’innocenza di Tiziano Renzi e Laura Bovoli (genitori di Renzi). La pm si occupò di due fascicoli che coinvolgevano i Renzi, ricorda La Nazione: quello delle fatture false nel 2017 e quello del 2019 per traffico illecito di influenze, finito con la richiesta di archiviazione.

Tanto è bastato, scrive stamani La Nazione, per convincere la pm a citare in giudizio e chiedere un risarcimento per diffamazione al parlamentare, che ieri ha letto la sua difesa alla giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in Senato, lamentando la violazione (“la seconda in pochi mesi”) dell’articolo 68 della Costituzione, aggiungendo che il Senato “non può accettare una invasione di campo così assurda e illegittima”.


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