"Manifestare vuol dire esprimere, non distruggere o bloccare e il sacrosanto diritto a scendere in piazza non può significa sdoganare la violenza; io ho manifestato poche volte, ma solo usando la voce e mai danneggiando gli altri o i beni altrui o dello Stato. Ecco perché è deplorevole che chi ha il compito di gestire l'ordine pubblico e di garantire la sicurezza di tutti i cittadini – il sindaco – non dica una parola contro la violenza e i sabotaggi, ma addirittura partecipi al corteo di oggi, come tanti esponenti della maggioranza. Ieri sera Firenze è stata bloccata, l'Italia tagliata in due pezzi da azioni di vero e proprio sabotaggio. Mi appello alla sindaca affinché prenda le distanze dai violenti. La stessa Sara Funaro che pochi giorni fa ha usato parole di fuoco contro una piazza, quella sì ordinata e pacifica, in Santa Maria Novella, nella quale si chiedeva solo più sicurezza; lì Funaro non si è vista, ma in piazza ci va e, come Giani, contro le violenze non dice nulla! Tutte le Istituzioni, invece, dovrebbero prendere posizione netta contro la violenza e contro quanto è avvenuto: ci sono persone che hanno perso ore di vita e di lavoro, e si è rischiato e rischieremo il peggio (quanto tempo ci vorrà a ripristinare le linee?). È andato tutto bene, questa volta, perché ci sono sistemi di sicurezza avanzati, ma non è un'azione, quella di sabotare i binari, priva di rischi, sia per chi la commette sia per chi la subisce, come successo in passato con episodi analoghi. Resta poi una domanda: come è stato possibile bloccare un'intera stazione come Santa Maria Novella, centrale nelle linee nazionali? Prefettura e Questura hanno qualcosa da dire? Esprimo, visto che non lo fanno le principali cariche politiche locali, solidarietà ai pendolari, ai cittadini, ai turisti che hanno subito tutto questo e, soprattutto, alle forze dell'ordine".
Lo afferma, in una nota, Massimo Sabatini, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e candidato al Consiglio regionale con la lista civica "È Ora!" per Tomasi presidente.
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