Stefania Saccardi, candidata sindaca per la lista "Al centro con Saccardi", è intervenuta questo pomeriggio presso la sala capitolare della Basilica di piazza Santo Spirito a Firenze in occasione del summit promosso dal coordinamento comitati Sicurezza, le sue dichiarazioni:
“Lo avete detto anche voi: i tre punti che sono stati illustrati fanno primariamente riferimento alla necessità di un intervento concreto. Non è una scoperta, perché il tema della sicurezza è oggi il primo che tutti i cittadini di Firenze percepiscono come profonda urgenza. Chi si candida a governare questa città deve affrontarlo come elemento primario e problematica principale. In questa zona Santo Spirito ndr) lo è in modo particolare. Non credo che Padre Pagano sia un problema pericoloso, anzi, è sicuramente una risorsa per questa zona”.
“Quello che mi preme dire è che questo tema dell'ascolto, su cui voi avete puntato molto, è fondamentale. Non è un tema semplice. Chi vi dice che c'è la bacchetta magica e vi risolve il problema in cinque minuti, secondo me, vi prende in giro. È un tema complesso, ma proprio perché è complesso c'è bisogno di quello che dicevate prima, cioè di una regia e di una collaborazione costante tra tutti i soggetti. Certo, le forze dell'ordine, la polizia municipale, ma anche i cittadini che, vivendo e lavorando qui, capiscono quali sono i problemi e dove è opportuno intervenire primariamente”.
“Sono assolutamente d'accordo con quello che avete detto: ‘se si vuole risolvere un problema che trova nell'ordine pubblico uno dei nodi principali da sciogliere, chiedere le dimissioni del Questore è la cosa più sbagliata che si possa fare’. Non c'è alcun dubbio. Bisogna invece chiedere un'implementazione della collaborazione e stimolare una regia costante”.
“Serve una cabina di regia. E se fosse istituita presso la prefettura, secondo me, sarebbe ancora meglio. Una cabina di regia dove ci sia una rappresentanza dei cittadini. Non si possono fare sempre assemblee di 100 persone perché alla fine non si decide mai nulla. Ma sicuramente con una maggior condivisione e con la messa a terra di un programma elaborato con una serie di interventi mirati si possono trovare le soluzioni. A volte è necessario prendere provvedimenti che rischiano anche di risultare impopolari”.
“Penso che se ci si candida a guidare questa città bisogna avere il coraggio e la forza di dire che le persone devono poterci vivere. Devono poter vivere tranquilli in questa zona. È inutile dare la colpa agli affitti brevi o ad altre criticità che sono spesso la conseguenza dell'allontanamento delle persone dalla città, non certamente la causa. Ci si allontana dalla città e dal centro storico perché non ci si vive bene, non ci si sente sicuri, non si dorme”.
"Per quello che mi riguarda, questa sarà la tematica principale su cui dobbiamo concentrare le nostre risorse e le nostre forze. E per intervenire in modo concreto bisogna partire, ribadisco, dalla condivisione, dalla realizzazione di un tavolo periodico di cui tutti facciano parte e che veda una rappresentanza delle associazioni, come la Fondazione Caponnetto, che si occupa da tanti anni di questo tema e che ha sicuramente maturato una serie di competenze che potranno essere utili all'amministrazione e anche alle forze dell'ordine. Ma anche una rappresentanza dei cittadini. Cittadini, residenti, commercianti che possano orientarci su una questione che non è più rinviabile in alcun modo”.
“Lo avete detto anche voi: i tre punti che sono stati illustrati fanno primariamente riferimento alla necessità di un intervento concreto. Non è una scoperta, perché il tema della sicurezza è oggi il primo che tutti i cittadini di Firenze percepiscono come profonda urgenza. Chi si candida a governare questa città deve affrontarlo come elemento primario e problematica principale. In questa zona Santo Spirito ndr) lo è in modo particolare. Non credo che Padre Pagano sia un problema pericoloso, anzi, è sicuramente una risorsa per questa zona”.
“Quello che mi preme dire è che questo tema dell'ascolto, su cui voi avete puntato molto, è fondamentale. Non è un tema semplice. Chi vi dice che c'è la bacchetta magica e vi risolve il problema in cinque minuti, secondo me, vi prende in giro. È un tema complesso, ma proprio perché è complesso c'è bisogno di quello che dicevate prima, cioè di una regia e di una collaborazione costante tra tutti i soggetti. Certo, le forze dell'ordine, la polizia municipale, ma anche i cittadini che, vivendo e lavorando qui, capiscono quali sono i problemi e dove è opportuno intervenire primariamente”.
“Sono assolutamente d'accordo con quello che avete detto: ‘se si vuole risolvere un problema che trova nell'ordine pubblico uno dei nodi principali da sciogliere, chiedere le dimissioni del Questore è la cosa più sbagliata che si possa fare’. Non c'è alcun dubbio. Bisogna invece chiedere un'implementazione della collaborazione e stimolare una regia costante”.
“Serve una cabina di regia. E se fosse istituita presso la prefettura, secondo me, sarebbe ancora meglio. Una cabina di regia dove ci sia una rappresentanza dei cittadini. Non si possono fare sempre assemblee di 100 persone perché alla fine non si decide mai nulla. Ma sicuramente con una maggior condivisione e con la messa a terra di un programma elaborato con una serie di interventi mirati si possono trovare le soluzioni. A volte è necessario prendere provvedimenti che rischiano anche di risultare impopolari”.
“Penso che se ci si candida a guidare questa città bisogna avere il coraggio e la forza di dire che le persone devono poterci vivere. Devono poter vivere tranquilli in questa zona. È inutile dare la colpa agli affitti brevi o ad altre criticità che sono spesso la conseguenza dell'allontanamento delle persone dalla città, non certamente la causa. Ci si allontana dalla città e dal centro storico perché non ci si vive bene, non ci si sente sicuri, non si dorme”.
"Per quello che mi riguarda, questa sarà la tematica principale su cui dobbiamo concentrare le nostre risorse e le nostre forze. E per intervenire in modo concreto bisogna partire, ribadisco, dalla condivisione, dalla realizzazione di un tavolo periodico di cui tutti facciano parte e che veda una rappresentanza delle associazioni, come la Fondazione Caponnetto, che si occupa da tanti anni di questo tema e che ha sicuramente maturato una serie di competenze che potranno essere utili all'amministrazione e anche alle forze dell'ordine. Ma anche una rappresentanza dei cittadini. Cittadini, residenti, commercianti che possano orientarci su una questione che non è più rinviabile in alcun modo”.
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