Dopo la tragedia di Firenze il sottosegretario al Lavoro Durigon fa chiarezza sui controlli sul lavoro in Italia

"Quando si parla di morti" sul lavoro "non si deve fare demagogia e non si deve mettere la politica davanti a tutto". Lo spiega il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon in un'intervista a QN dopo la tragedia dei morti sul lavoro a Firenze, commentando chi accusa la Lega di aver riaperto la questione dei sub appalti e, di conseguenza, del lavoro a basso costo a scapito della sicurezza.

Tra questi c'è anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. "È un male che ci attanaglia da tempo e il rimedio non è che si può ridurre al tema appalti-sub appalti. Ricordo a tutti, in primis a Landini, che è stata proprio una norma europea a regolare appalti e subappalti tanto che l'Italia, prima della riforma da noi portata avanti, è stata sanzionata da Bruxelles", aggiunge.

Per quanto riguarda gli 850 ispettori in più "sono arrivati quest'anno e noi passeremo, nel 2024, da circa 70mila a circa 100mila ispezioni. Gli 850 sono frutto di un concorso, istituito da chi c'era prima di noi al governo, e ora sono di ruolo; noi abbiamo anche ampliato questi numeri e questo è un test per cercare di trovare soluzione a questo problema", racconta.

Quello che va promosso secondo il sottosegretario "a livello culturale, è il fatto che la sicurezza sul lavoro è una produttività, non un costo, è un investimento. La formazione è senza dubbio determinante, quest'anno si investirà un miliardo e mezzo in formazione, ma questo 'gap' si può recuperare nel tempo, non si va a recuperare con una regola più ferrea o più determinata - conclude -. Dopodiché, credo che anche qui si possano migliorare le norme e possiamo anche prevedere una premialità per le aziende che non hanno incidenti sul lavoro nelle gare d'appalto. Io sono più per gli incentivi ad investire sul fronte sicurezza piuttosto che a punire con norme più severe; la repressione non crea grandi vantaggi…".
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