Così in una nota il presidente del Consiglio regionale

"Provo schifo e vergogna, da uomo, di fronte a quello che sempre più donne, negli ultimi giorni, stanno denunciando. Migliaia di foto rubate, gruppi social e siti riempiti di commenti immondi, di sessismo becero, di violenza dilagante solo apparentemente protetta dall'anonimato della rete".

Così sui propri canali social, il presidente del Consiglio della Toscana, Antonio Mazzeo. "Non si tratta - avverte - di un episodio isolato né di una semplice 'deriva del web': è il segnale di una cultura che ancora oggi, troppo spesso, pretende di zittire, sminuire o umiliare le donne che scelgono di impegnarsi nella vita pubblica. A tutte coloro che sono state colpite da questa aggressione, personaggi pubblici o semplici cittadine, va tutta la mia solidarietà. E mai come in questo caso non c'entrano ruolo o appartenenza politica: è solo e soltanto questione di civiltà".

    
Per il presidente dell'assemblea legislativa toscana, "serve un impegno collettivo, che va ben oltre l'indignazione del momento. Dobbiamo isolare e denunciare i linguaggi violenti, smascherare la misoginia che si nasconde dietro l'anonimato dei social, pretendere che le piattaforme digitali intervengano con più responsabilità e più rapidità nella rimozione dei contenuti lesivi. E' inaccettabile che, nonostante centinaia di segnalazioni, ci siano voluto anni e un'ondata di indignazione nazionale perché fossero presi finalmente provvedimenti. E' il momento di dire con grande chiarezza e grande fermezza - conclude Mazzeo - che servono regole chiare ed efficaci per garantire la tutela immediata delle vittime e per punire, senza se e senza ma, chi diffonde odio e violenza in tutte le sue forme".
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