"Profondo cordoglio per la ragazza che si è tolta la vita a Sollicciano. Un fatto tragico che riaccende i riflettori purtroppo sulla situazione drammatica che si vive all'interno del carcere fiorentino. Le condizioni in cui versa il penitenziario sono disumane e prive di dignità per i detenuti, per chi vi lavora e per tutti coloro che vi operano a vario titolo. A livello nazionale il Governo continua a sottovalutare queste criticità". Così in una nota l'assessore al welfare del Comune di Firenze Nicola Paulesu per il suicidio stamani nel carcere di Sollicciano di una detenuta di 26 anni. Nello stesso carcere quest'anno ci sono stati altri due suicidi tra i detenuti mentre un recluso è morto a seguito di una overdose.
"Da parte nostra - aggiunge Paulesu - ribadiamo la volontà di proseguire l'impegno con tutti i soggetti e in primis con la direzione del carcere per sostenere per quanto di nostra competenza l'istituto penitenziario di Sollicciano. Siamo al lavoro con il garante comunale dei detenuti Parissi per portare avanti le azioni che abbiamo concordato nell'ultimo incontro anche con la direttrice Vitrani, con cui vogliamo mantenere un dialogo costante".
Sulla situazione a Sollicciano interviene anche Claudia Sereni, sindaca di Scandicci, comunque al cui confine sorge il carcere. "L'ennesima protesta con il fuoco questa volta nel reparto femminile di Sollicciano, quello ritenuto migliore poiché 'le donne sono più organizzate, più pulite, più capaci di stare insieme' come ho sentito dire dentro più volte, e purtroppo l'ennesimo suicidio": "Cosa dobbiamo fare, cosa deve succedere ancora per fare capire che lo Stato ha l'obbligo di intervenire su questa struttura, che lasciare andare le cose porta solo al degenerare di una situazione che è allo stremo da tutti i punti di vista".
"Ci uniamo alla richiesta del Comune di Firenze non solo di una visita ma dell'apertura di un tavolo con il ministero per valutare le vie di uscita da questa situazione e l'avvio di un percorso per garantire al territorio il diritto a un carcere sicuro, capace di essere luogo di giustizia, tutelando i diritti delle persone che lì sono detenute e che ci lavorano".
"Da parte nostra - aggiunge Paulesu - ribadiamo la volontà di proseguire l'impegno con tutti i soggetti e in primis con la direzione del carcere per sostenere per quanto di nostra competenza l'istituto penitenziario di Sollicciano. Siamo al lavoro con il garante comunale dei detenuti Parissi per portare avanti le azioni che abbiamo concordato nell'ultimo incontro anche con la direttrice Vitrani, con cui vogliamo mantenere un dialogo costante".
Sulla situazione a Sollicciano interviene anche Claudia Sereni, sindaca di Scandicci, comunque al cui confine sorge il carcere. "L'ennesima protesta con il fuoco questa volta nel reparto femminile di Sollicciano, quello ritenuto migliore poiché 'le donne sono più organizzate, più pulite, più capaci di stare insieme' come ho sentito dire dentro più volte, e purtroppo l'ennesimo suicidio": "Cosa dobbiamo fare, cosa deve succedere ancora per fare capire che lo Stato ha l'obbligo di intervenire su questa struttura, che lasciare andare le cose porta solo al degenerare di una situazione che è allo stremo da tutti i punti di vista".
"Ci uniamo alla richiesta del Comune di Firenze non solo di una visita ma dell'apertura di un tavolo con il ministero per valutare le vie di uscita da questa situazione e l'avvio di un percorso per garantire al territorio il diritto a un carcere sicuro, capace di essere luogo di giustizia, tutelando i diritti delle persone che lì sono detenute e che ci lavorano".
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