"Il carcere non può essere solo un luogo di pena"

''Sosteniamo l'iniziativa di Altro Diritto a tutela dei detenuti costretti nel carcere di Firenze. Perché il carcere non sia solo un luogo di pena ma anche di riabilitazione, le condizioni di vita dei detenuti non possono essere disumane come quelle che tante volte abbiamo visto e denunciato a Sollicciano e non solo. Un ambiente degno di un paese civile è dovuto anche a persone che hanno sbagliato, o addirittura sono ancora in attesa di giudizio, quest'ultima categoria molto consistente nel carcere fiorentino. Ma il problema non riguarda solo i reclusi, bensì tutti i i cittadini. È anche interesse della collettività che chi sconta una pena possa riabilitarsi, professionalizzarsi e uscire con una prospettiva di vita senza tornare a delinquere". Così Enzo Brogi, responsabile dipartimento diritti del Pd toscano.

Iacopo Melio, consigliere regionale e responsabile dipartimento 
inclusione del Partito democratico a livello nazionale sottolinea che ''due sono le cose certe. La prima è che le pene di chi commette reati devono essere garantite e commisurate al reato attuato. E questo, in uno Stato di diritto, mi pare quasi scontato da ribadire. La seconda è che viviamo in un Paese civile e civilizzato, che ha il dovere di rendere la pena uno strumento di rieducazione sociale e umana, non quello di punire e vendicare".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies