“Chi vuole distruggere il settore produttivo industriale taccia i nostri imprenditori di non volere regole e modernità”

Francesco Torselli, eurodeputato del Gruppo ECR e di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it: 

-Le ultime normative europee rischiano di mettere in ginocchio la filiera tessile di Prato come risolvere la situazione?

Vero. L’Europa stava prendendo una direzione che per Prato sarebbe stata profondamente dannosa. Mi spiego: l’Europa sta affrontando i temi del riciclo e del riuso anche in campo tessile, promuovendo filati e tessuti ricavati da materiali di recupero. Le due principali normative europee in questo settore sono quelle che riguardano “End of Waste” e “Responsabilità Estesa del Produttore”. In estrema sintesi, queste due norme fissano la fase di lavorazione esatta in cui un rifiuto, anche tessile, cessa di essere tale e diventa “materia prima seconda” e tassano quei produttori che immettono sul mercato capi nuovi, che non provengono da filati e tessuti riciclati.

In linea teorica tutto sembra seguire un filo logico, ma non è così. A Prato il “riciclo” esiste da più di 200 anni, ben da prima che se ne accorgessero gli ambientalisti di Bruxelles! E allora dov’è il problema? Il problema sta nel fatto che a Prato, lo straccio, lo scarto, il “cencio” - come lo chiamiamo noi - è già di per sé “materia prima seconda”, perché la nostra lavorazione parte proprio da lì, mentre per l’Europa quel “cencio” è un rifiuto e vorrebbe che come tale venisse considerato dal punto di vista burocratico.

In pratica, tutte le nostre ditte che trattano i “cenci” - da quelle che separano i riciclabili dai non riciclabili, a quelle che fanno le prime fasi di sfilacciatura e di cardatura - per l’Europa dovrebbero essere considerate, non più aziende tessili, ma aziende di trattamento di rifiuti speciali! In pratica dovrebbero raggiungere standard certificati, oltre che ultra-onerosi, impossibili proprio da raggiungere.

Stessa situazione sull’altro tema, quello dell’EPR, dove i prodotti realizzati con le tecniche pratesi finirebbero per non essere considerati “riciclati” secondo gli standard europei e quindi finirebbero tra quelli tassati prima di entrare sul mercato.

Capite bene che questa situazione non può essere accettata dal primo distretto tessile d’Italia e da uno dei distretti tessili più importanti d’Europa.

Ora il tema diventa: come risolvere la situazione? Noi siamo convinti che chi ha scritto questi regolamenti non lo abbia fatto “contro Prato” o “contro l’Italia”. Semplicemente ha scritto questi regolamenti pensando alle realtà che probabilmente conosceva meglio: quelle tedesche, quelle olandesi, quelle del nord Europa. Per questo motivo abbiamo deciso - in accordo con l’intero distretto tessile pratese che si è fidato di noi e ci è stato accanto - di andare ad incontrare direttamente il regolatore europeo, raccontandogli che esiste anche Prato e il nostro modo di fare economia circolare, che non è meno efficace di quello olandese o tedesco, ma è semplicemente diverso. Anche perché, ripeto, noi lo facciamo da 200 anni e loro da 20…

Risultati? Beh… Intanto abbiamo ottenuto un rinvio fino a 60 mesi per l’entrata in vigore della normativa sulla “Responsabilità Estesa del Produttore” per i settori tessile e calzaturiero… Poi, la strada è ancora lunga, ma sono ottimista.

-Innovazione, sostenibilità e nuove competenze possono essere il futuro anche per questo settore?

Assolutamente sì. Chi vuole distruggere il settore produttivo industriale taccia i nostri imprenditori di non volere regole e modernità. Ecco, questa è una bugia grossa come una casa.

Negli ultimi 2 anni - ossia da quando seguo il tema industriale al Parlamento Europeo - ho incontrato più di 200 aziende e nessuna, dico nessuna, mi ha chiesto meno regole e meno modernità. Anzi! Tutte, anche quelle più piccole, si dicono disposte ad investire ed a mettersi in gioco nel campo della transizione, sia ambientale che tecnologica. Gli imprenditori italiani sono i primi a parlare di sostenibilità e di nuove competenze, ma su un punto sono chiari e inamovibili: le regole del gioco devono essere chiare, realistiche e - soprattutto - devono valere per tutti.

A parità di condizioni, con le regole scritte in maniera chiara e che non cambiano due volte al mese, le nostre aziende non temono concorrenza: né dal punto di vista della sostenibilità, né da quello dell’adeguamento alle nuove tecnologie, né - soprattutto - sul piano della qualità del prodotto.

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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.

Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.

Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.

Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.

Articolo finanziato dal gruppo ECR al Parlamento Europeo 

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