Le parole di Francesco Torselli a Firenzedintorni.it

Francesco Torselli, eurodeputato del Gruppo ECR e di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it:


-100 anni della Fiorentina: Cosa rappresenta la Fiorentina per Firenze e per l’identità della città?

Per Firenze, la Fiorentina rappresenta la propria immagine allo specchio. Firenze e la Fiorentina sono un binomio unico al mondo: non esiste un’altra città delle dimensioni di Firenze che abbia una sola squadra cittadina e con la quale abbia costruito negli anni un legame viscerale come il nostro.

Ognuno di noi ricorda come fosse ieri la sua prima volta al Franchi. Io, che non mi ricordo nemmeno cosa ho mangiato stamani a colazione, mi ricordo esattamente dov’ero, con chi ero e cosa stavo facendo al momento del rigore di Brady a Catanzaro e del gol annullato a Graziani a Cagliari. Mi ricordo dov’ero e cosa stavo facendo quando ci estromisero ingiustamente dalle coppe per la bomba carta di Salerno. Mi ricordo com’ero vestito e con chi ero sulle scale del vecchio tribunale in attesa di sapere se la Viola si salvasse o meno dal fallimento. E poi la notte a Londra dopo lo 0-1 di Wembley, il 3-2 di Osvaldo a Torino, Pepito che esulta facendo il segno del “3” dopo la tripletta alla Juve di Conte. Per non parlare del ritorno da Bergamo con la Coppa Italia… La Supercoppa a Milano…

Ecco, secondo me questo centenario celebra proprio questo: il momento in cui il trascorrere del tempo a Firenze ha cessato di essere misurato col calendario tradizionale ed ha iniziato ad essere rapportato agli eventi della Fiorentina. In pratica, dal 26 agosto 1926, a Firenze abbiamo iniziato a contare gli anni in base alle vicende della Viola.

E poi c’è l’orgoglio. Un altro tema da non sottovalutare. Chi tifa Real Madrid, Barcelona, Manchester United, Liverpool, Milan, Bayern Monaco, è orgoglioso di aver vinto un numero di coppe e di trofei che, probabilmente, noi non vinceremo nei prossimi 500 anni. Ma noi non ci sentiamo secondi a nessuno, perché noi non siamo (solo) una squadra di calcio, noi siamo Firenze - ecco di nuovo il legame città/squadra - e Firenze è la città che ha lasciato al mondo l’arte, la cultura, le conquiste sociali, la ricchezza: e questo è il nostro orgoglio!

Da ragazzi, quando andavamo per le prime volte in giro fuori dall’Italia, prima di chiudere la valigia ci accertavamo che ci fosse dentro la maglia col giglio cucito sul petto, perché senza quella non si partiva! Oggi dispiace vedere tanti ragazzini che preferiscono indossare la maglia di Messi, di Ronaldo o di Mbappe: grandissimi campioni, ci mancherebbe, ma figli di una globalizzazione culturale che non ha risparmiato neppure il calcio.

-L’Europa può fare di più per sostenere il calcio italiano e renderlo più competitivo?

Sicuramente, con tutti i problemi che abbiamo, l’Europa ha cose più importanti da seguire che non il calcio. Ci mancherebbe. Occorre però tenere presente che il calcio non è solo un gioco, bensì una vera e propria industria, capace di generare oltre 40 miliardi di euro l’anno, senza considerare tutto l’indotto che produce attorno a sé.

Oggi in Europa - intesa come UE - tolte 2/3 squadre spagnole, il PSG e il Bayern Monaco, nessuna ha più l’appeal di un tempo e questo porta io giovani a disinnamorarsi del calcio. A questo va aggiunto il fatto che il calcio è stato per decenni lo “sport di tutti” per antonomasia: bastava una palla di stracci e una strada poco trafficata e ognuno poteva pensare di diventare il nuovo Roberto Baggio. Oggi giocare a calcio costa. Le scuole calcio costano. Gli scarpini di marca costano.

Non credo che l’Unione Europea possa fare qualcosa di concreto per invertire la rotta, ma credo che tutti insieme potremmo tornare a concepire lo sport come un qualcosa di tutti e per tutti: un qualcosa che cancella le diseguaglianze e favorisce la Comunità, anziché l’esatto contrario, come accade oggi. Per questo serve investire nell’educazione, nella scuola e anche nello sport sano e fondato sui valori reali. Un passo in avanti importante, da questo punto di vista, è stato fatto inserendo lo sport nella nostra Costituzione: ne parlavano tutti da anni, ma alla fine il Ministro Abodi e la Presidente Meloni ce l’hanno fatta.

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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.

Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.

Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.

Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.
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