Francesco Torselli, eurodeputato del Gruppo ECR e di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it:
-San Giovanni patrono di Firenze mostra il legame vero ed autentico tra i fiorentini e la sua città quanto è importante?
Importantissimo! San Giovanni non è solo un giorno di festa, non è solo la finale del calcio storico, non è solo infochi… San Giovanni è il giorno in cui i fiorentini celebrano l’orgoglio, la storia, l’appartenenza alla loro città. È la celebrazione di quel: “io sono di Firenze” che spesso diciamo quando andiamo in giro per il mondo e chi chiedono da dove veniamo. È il sentirsi, non un corpo singolo, scisso dalla storia, bensì l’anello di una catena che ci lega al passato, da una parte, e al futuro dall’altra.
Negli ultimi due anni - ossia da quando passo gran parte della settimana tra Bruxelles e Strasburgo - ho vissuto San Giovanni lontano da Firenze e in queste situazioni senti ancora di più il legame tra la città e questa giornata: mentre lavori, mentre svolgi le tue attività quotidiane, mentre incontri persone, mentre parli… la tua mente corre continuamente a quello che sta succedendo a Firenze! Pensi che in quel momento la città si sta ritrovando in piazza per il corteo della Repubblica Fiorentina… Pensi ai ragazzi che stanno entrando in Santa Croce con le magliette colorate e i fumogeni… Pensi alla calca sui ponti e sui lungarni per vedere i Fochi… Insomma pensi a quanto è bella Firenze nel suo giorno di festa!
-Tante le tradizioni intorno a questa festa, su tutte spicca il calcio storico quest’ anno vinto dopo 4 anni dagli azzurri di Santa Croce bloccando il dominio di questi anni dei rossi di Santa Maria Novella, non solo gioco ma appartenenza e’ così?
Una tradizione che si stava per perdere, che rischiava di diventare appannaggio di pochi e poco seguita dalla maggioranza dei fiorentini. Negli ultimi 20 anni è stato fatto tanto - dalle istituzioni, ma soprattutto dai colori - per ridare la centralità e la visibilità che merita il nostro gioco. Oggi il Calcio Storico Fiorentino è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: è stato protagonista di film, documentari e perfino serie TV girate dalle grandi case di produzione multinazionali. E poi - fatemelo rivendicare con orgoglio - è stato anche protagonista al Parlamento Europeo, dove ha riscosso un’attenzione e un’ammirazione senza precedenti.
E poi, aver organizzato la mostra a Bruxelles, nel palazzo principale del Parlamento Europeo - e qui lo dico da tifoso azzurro - ha pure portato bene, visto che dopo 4 anni abbiamo rivinto il torneo contro una squadra, i rossi, che negli ultimi anni avevano impressionato tutti.
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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.
Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.
Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.
Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.
-San Giovanni patrono di Firenze mostra il legame vero ed autentico tra i fiorentini e la sua città quanto è importante?
Importantissimo! San Giovanni non è solo un giorno di festa, non è solo la finale del calcio storico, non è solo infochi… San Giovanni è il giorno in cui i fiorentini celebrano l’orgoglio, la storia, l’appartenenza alla loro città. È la celebrazione di quel: “io sono di Firenze” che spesso diciamo quando andiamo in giro per il mondo e chi chiedono da dove veniamo. È il sentirsi, non un corpo singolo, scisso dalla storia, bensì l’anello di una catena che ci lega al passato, da una parte, e al futuro dall’altra.
Negli ultimi due anni - ossia da quando passo gran parte della settimana tra Bruxelles e Strasburgo - ho vissuto San Giovanni lontano da Firenze e in queste situazioni senti ancora di più il legame tra la città e questa giornata: mentre lavori, mentre svolgi le tue attività quotidiane, mentre incontri persone, mentre parli… la tua mente corre continuamente a quello che sta succedendo a Firenze! Pensi che in quel momento la città si sta ritrovando in piazza per il corteo della Repubblica Fiorentina… Pensi ai ragazzi che stanno entrando in Santa Croce con le magliette colorate e i fumogeni… Pensi alla calca sui ponti e sui lungarni per vedere i Fochi… Insomma pensi a quanto è bella Firenze nel suo giorno di festa!
-Tante le tradizioni intorno a questa festa, su tutte spicca il calcio storico quest’ anno vinto dopo 4 anni dagli azzurri di Santa Croce bloccando il dominio di questi anni dei rossi di Santa Maria Novella, non solo gioco ma appartenenza e’ così?
Una tradizione che si stava per perdere, che rischiava di diventare appannaggio di pochi e poco seguita dalla maggioranza dei fiorentini. Negli ultimi 20 anni è stato fatto tanto - dalle istituzioni, ma soprattutto dai colori - per ridare la centralità e la visibilità che merita il nostro gioco. Oggi il Calcio Storico Fiorentino è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: è stato protagonista di film, documentari e perfino serie TV girate dalle grandi case di produzione multinazionali. E poi - fatemelo rivendicare con orgoglio - è stato anche protagonista al Parlamento Europeo, dove ha riscosso un’attenzione e un’ammirazione senza precedenti.
E poi, aver organizzato la mostra a Bruxelles, nel palazzo principale del Parlamento Europeo - e qui lo dico da tifoso azzurro - ha pure portato bene, visto che dopo 4 anni abbiamo rivinto il torneo contro una squadra, i rossi, che negli ultimi anni avevano impressionato tutti.
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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.
Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.
Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.
Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.
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