Una risoluzione per sostenere il sistema teatrale della Toscana e delle realtà dello spettacolo dal vivo che sono state o saranno colpite dai tagli ministeriali. Ieri sera l'approvazione del Consiglio regionale.
"Non possiamo permettere che i tagli del Governo mettano a rischio anni di lavoro, passione e qualità - afferma Cristina Giachi, consigliera regionale Pd e presidente della commissione cultura - E' un atto importante che mira a garantire la continuità e la qualità dell'offerta culturale toscana, penalizzata dalle ultime decisioni del Governo in materia di valutazione di qualità che potrebbero preludere a tagli finanziari".
Per questo la risoluzione, spiega ancora Giachi, evidenzia "la necessità di un impegno da parte della Regione affinché, in occasione della prossima variazione di bilancio, la giunta individui risorse adeguate per sostenere le realtà che hanno visto, o vedranno, ridotti i loro contributi pubblici."
Una risoluzione arrivata nel giorno della conferma del declassamento del Teatro della Toscana nell'ambito della nuova valutazione del Fondo unico per lo spettacolo.
"Una scelta profondamente ingiusta, che rischia di compromettere il futuro di una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese. Ma attenzione: la vicenda del Teatro della Toscana è solo la punta dell'iceberg. Sono le scelte di sistema a preoccuparci - sottolinea la consigliera dem - Siamo di fronte a un impianto di valutazione e finanziamento che penalizza il pluralismo culturale e svaluta esperienze di qualità radicate nei territori. A preoccupare, ad esempio, è anche l'allarme lanciato nei giorni scorsi da esperienze importanti come la Compagnia della Fortezza, realtà virtuosa e riconosciuta di teatro in carcere, che denuncia il pericolo concreto di una drastica riduzione dei fondi ministeriali".
Di "discussione utile" ha parlato Stefano Scaramelli (Italia Viva), che ha definito l'atto "necessario per provare a incidere sulle scelte della Giunta, in modo da dare un quadro di garanzie al sistema teatro della Toscana".
Dall'opposizione il consigliere della Lega Giovanni Galli ha sottolineato che "il nostro sostegno c'è sempre stato, ma l'atto è troppo generico: non si chiede perché vi siano stati i tagli e non indica quali siano le realtà penalizzate", parole ribadite poi dalla capogruppo del Carroccio Elena Meini.
Sandra Bianchini (Fratelli d'Italia), ha invece fatto riferimento al declassamento del Teatro della Pergola, sottolineando che il suo gruppo "è contrario a un uso dei fondi regionali per coprire scelte sbagliate di chi guida gli enti e per responsabilità delle scelte politiche locali".
Un intervento che ha provocato la reazione del consigliere dem Francesco Gazzetti, "forse non avete letto la proposta di risoluzione, perché qui non si fa riferimento al Teatro della Toscana o alla Pergola, ma a quelle realtà che stanno subendo i tagli dei fondi stanziati dal Fus".
Anche Silvia Noferi (Avs) ha ricordato che "il teatro della Toscana non viene mai citato. Si parla invece del teatro in carcere, che ha grandi finalità sociali e di tanti operatori toscani e si chiede di aiutare quelle realtà che abbiano subito tagli ai fondi stanziati dal Fus".
"Non possiamo permettere che i tagli del Governo mettano a rischio anni di lavoro, passione e qualità - afferma Cristina Giachi, consigliera regionale Pd e presidente della commissione cultura - E' un atto importante che mira a garantire la continuità e la qualità dell'offerta culturale toscana, penalizzata dalle ultime decisioni del Governo in materia di valutazione di qualità che potrebbero preludere a tagli finanziari".
Per questo la risoluzione, spiega ancora Giachi, evidenzia "la necessità di un impegno da parte della Regione affinché, in occasione della prossima variazione di bilancio, la giunta individui risorse adeguate per sostenere le realtà che hanno visto, o vedranno, ridotti i loro contributi pubblici."
Una risoluzione arrivata nel giorno della conferma del declassamento del Teatro della Toscana nell'ambito della nuova valutazione del Fondo unico per lo spettacolo.
"Una scelta profondamente ingiusta, che rischia di compromettere il futuro di una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese. Ma attenzione: la vicenda del Teatro della Toscana è solo la punta dell'iceberg. Sono le scelte di sistema a preoccuparci - sottolinea la consigliera dem - Siamo di fronte a un impianto di valutazione e finanziamento che penalizza il pluralismo culturale e svaluta esperienze di qualità radicate nei territori. A preoccupare, ad esempio, è anche l'allarme lanciato nei giorni scorsi da esperienze importanti come la Compagnia della Fortezza, realtà virtuosa e riconosciuta di teatro in carcere, che denuncia il pericolo concreto di una drastica riduzione dei fondi ministeriali".
Di "discussione utile" ha parlato Stefano Scaramelli (Italia Viva), che ha definito l'atto "necessario per provare a incidere sulle scelte della Giunta, in modo da dare un quadro di garanzie al sistema teatro della Toscana".
Dall'opposizione il consigliere della Lega Giovanni Galli ha sottolineato che "il nostro sostegno c'è sempre stato, ma l'atto è troppo generico: non si chiede perché vi siano stati i tagli e non indica quali siano le realtà penalizzate", parole ribadite poi dalla capogruppo del Carroccio Elena Meini.
Sandra Bianchini (Fratelli d'Italia), ha invece fatto riferimento al declassamento del Teatro della Pergola, sottolineando che il suo gruppo "è contrario a un uso dei fondi regionali per coprire scelte sbagliate di chi guida gli enti e per responsabilità delle scelte politiche locali".
Un intervento che ha provocato la reazione del consigliere dem Francesco Gazzetti, "forse non avete letto la proposta di risoluzione, perché qui non si fa riferimento al Teatro della Toscana o alla Pergola, ma a quelle realtà che stanno subendo i tagli dei fondi stanziati dal Fus".
Anche Silvia Noferi (Avs) ha ricordato che "il teatro della Toscana non viene mai citato. Si parla invece del teatro in carcere, che ha grandi finalità sociali e di tanti operatori toscani e si chiede di aiutare quelle realtà che abbiano subito tagli ai fondi stanziati dal Fus".
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