L’ipotesi di candidare il generale nelle liste per le comunali fa discutere e irrita Eike Schmidt

“Io voglio candidarlo in Consiglio comunale. Salvini lo sa. E secondo me per la Lega fiorentina sarebbe un grande colpo”, dice Federico Bussolin, il capogruppo della Lega in Palazzo Vecchio. Bum! La bomba è esplosa qualche giorno fa e ha inevitabilmente scatenato un infinito vortice di polemiche. Del resto, quello del generale Roberto Vannacci, non è esattamente un nome di secondo piano. E se sul profilo si possono ovviamente avere giudizi di ogni tipo (in particolare dopo le ultime uscite sulle classi separate per i bambini disabili) è difficile negare che la sua sia una presenza ingombrante e chissà, elettoralmente rilevante.

Il problema è che la Lega farà parte della coalizione che sosterrà Eike Schmidt. Uno che, per provare la scalata a Palazzo Vecchio, ha scelto un profilo lontano che più lontano non si può rispetto a quello rappresentato da Vannacci. “Io sono un moderato”, ha detto fin da subito l’ex direttore degli Uffizi. Una definizione (“moderato”) che mal si accompagna a idee, parole e opere del soldato più chiacchierato d’Italia. Non a caso, lo stesso Schmidt, ha preso immediatamente le distanze. “Non ne abbiamo parlato. Ma se questo tema venisse proposto è chiaro che le posizioni sono in forte contrasto con le posizioni della coalizione, della lista civica e le mie personali anche. Siamo lontani, si potrebbe dire che per certi versi siamo agli antipodi”. Parole chiare, che testimoniano un malcelato fastidio.

E pazienza se Fratelli d’Italia (il partito che più di ogni altro ha sponsorizzato il nome di Schimdt) ha inserito in lista l’ex Casapound Lorenzo Caglieri. Perché quella è stata una scelta tenuta senza troppi problemi “nascosta”, mentre Vannacci è il classico elefante in cristalleria. Difficile, sostanzialmente impossibile, che non se ne parli. Lo sapeva e lo sa bene la Lega e la sensazione (per non dire la certezza) è che lo abbia fatto esattamente per quello. Del resto, gli ultimi movimenti di Matteo Salvini, vanno esattamente in quella direzione: far concorrenza a Fratelli d’Italia e, se possibile, creargli qualche problema. Sembrava una “partita” da giocare soprattutto o esclusivamente a Roma e pensando alle europee ed invece, all’improvviso, si è spostata che su Firenze. Un piccolo(?) ostacolo in più, sulla strada per Palazzo Vecchio di Eike Schimdt. 

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