Con oltre tremila preferenze raccolte nella circoscrizione Firenze 1, Stefania Vivoli, candidata alle ultime elezioni regionali nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno di Alessandro Tomasi, è stata la vera rivelazione arrivando seconda nella corsa al Consiglio regionale:
“Il risultato personale è stato al di sopra di ogni aspettativa, ma è parte di un obbiettivo collettivo noi abbiamo messo ogni energia a servizio della causa del centrodestra In 25 giorni con una squadra di volontari ci siamo messi in moto per rafforzare la nostra lista e far conoscere agli elettori Alessandro Tomasi".
La sconfitta elettorale quest’anno porta con sé molta delusione:
“Credevo, e credo ancora fermamente, che Tomasi sia un ottimo amministratore e un profilo politico molto valido. Sono certa che se avesse avuto più tempo a disposizione il risultato sarebbe stato diverso. Purtroppo, in politica specialmente, per conoscere qualcuno ci vuole tempo, Tomasi credo ne abbia oggettivamente avuto poco”.
Sulla vittoria del centrosinistra, per quanto ampia, Vivoli fa alcune considerazioni:
“Sicuramente c’è un forte radicamento politico, questa rimane una regione roccaforte per il centrosinistra ma – spiega – a Firenze c’è stato un vero crollo del Pd. Lo sentivamo fra la gente, nei mercati, nei gazebo. Hanno sempre meno fiducia in loro e anche il crollo delle preferenze sui singoli candidati lo conferma.
Invece Fratelli d’Italia avviene l’opposto, ha raccolto moltissimi consensi, anche su profili magari meno noti. Ecco su questo aspetto io credo che si possa fare una riflessione – aggiunge – in merito al fatto che gli elettori premiano la persona. Votare per qualcuno, e quindi esprimere la preferenza, significa riporre la propria fiducia in qualcuno. Nel centrodestra le preferenze sono state tantissime, segno di credibilità di una classe dirigente e questo è un segnale positivo per la costruzione dell’alternativa”.
Rimasta fuori dal Consiglio regionale, Vivoli non si scompone:
“Sono una persona delle istituzioni, il voto è andato come era nei pronostici ma io continuerò ad essere a disposizione del mio partito, qualunque cosa ci fosse da fare io sono pronta a mettermi in gioco, ora che ho rotto il ghiaccio anche in prima persona”.
“Il risultato personale è stato al di sopra di ogni aspettativa, ma è parte di un obbiettivo collettivo noi abbiamo messo ogni energia a servizio della causa del centrodestra In 25 giorni con una squadra di volontari ci siamo messi in moto per rafforzare la nostra lista e far conoscere agli elettori Alessandro Tomasi".
La sconfitta elettorale quest’anno porta con sé molta delusione:
“Credevo, e credo ancora fermamente, che Tomasi sia un ottimo amministratore e un profilo politico molto valido. Sono certa che se avesse avuto più tempo a disposizione il risultato sarebbe stato diverso. Purtroppo, in politica specialmente, per conoscere qualcuno ci vuole tempo, Tomasi credo ne abbia oggettivamente avuto poco”.
Sulla vittoria del centrosinistra, per quanto ampia, Vivoli fa alcune considerazioni:
“Sicuramente c’è un forte radicamento politico, questa rimane una regione roccaforte per il centrosinistra ma – spiega – a Firenze c’è stato un vero crollo del Pd. Lo sentivamo fra la gente, nei mercati, nei gazebo. Hanno sempre meno fiducia in loro e anche il crollo delle preferenze sui singoli candidati lo conferma.
Invece Fratelli d’Italia avviene l’opposto, ha raccolto moltissimi consensi, anche su profili magari meno noti. Ecco su questo aspetto io credo che si possa fare una riflessione – aggiunge – in merito al fatto che gli elettori premiano la persona. Votare per qualcuno, e quindi esprimere la preferenza, significa riporre la propria fiducia in qualcuno. Nel centrodestra le preferenze sono state tantissime, segno di credibilità di una classe dirigente e questo è un segnale positivo per la costruzione dell’alternativa”.
Rimasta fuori dal Consiglio regionale, Vivoli non si scompone:
“Sono una persona delle istituzioni, il voto è andato come era nei pronostici ma io continuerò ad essere a disposizione del mio partito, qualunque cosa ci fosse da fare io sono pronta a mettermi in gioco, ora che ho rotto il ghiaccio anche in prima persona”.
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