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- Massimo Sestini in esclusiva a firenzedintorni.itMomopress
Massimo Sestini (Prato, 1963) è uno dei più importanti fotogiornalisti internazionali. Grazie a una produzione sterminata, con l’alternarsi tra reporter infiltrato e fotografo ufficiale, Sestini ha raccontato come nessun altro quattro decenni di storia del costume, della politica e società italiana. Comincia con la mostra di ritratti rock "Un diciassettenne ed il suo obiettivo" (Firenze 1980).
I primi scoop arrivano a metà anni Ottanta: da Carlo d'Inghilterra fotografato a Recanati mentre dipinge un acquerello, a Licio Gelli ripreso a Ginevra mentre è portato in carcere appena costituitosi dopo la fuga in Argentina, all’attentato al Rapido 904 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, con cui ottiene la sua prima copertina sul settimanale tedesco Stern. Da quel momento, Sestini, oltre a mantenere una costante attenzione per la cronaca, fondando l’agenzia che porta il suo nome e allevando numerosi fotoreporter, si dedica ai grandi avvenimenti d’attualità.
L’obiettivo è essere sulla notizia, qualunque sia il mezzo per arrivarci; anche quando pare impossibile. Le sue fotografie escono sulle prime pagine dei principali giornali del mondo. Il costante aggiornamento tecnologico, l’intuizione immediata delle opportunità del digitale, l’uso di teleobiettivi sempre più potenti saranno i suoi alleati. Sarà così testimone della tragedia della Moby Prince e autore delle foto dall’alto degli attentati a Falcone e a Borsellino. Le foto aeree diventano una sua costante, premessa a quelle zenitali più recenti. Gli anni successivi porteranno altre esclusive: gli scatti aerei del Giubileo, degli scontri al G8 di Genova, dei funerali di papa Giovanni II.
Inizia anche una lunga stagione di ritrattista: inviato dai principali magazine italiani e internazionali, fotografa in esclusiva i principali esponenti di politica, cultura, imprenditoria e spettacolo. Dal 2007 Sestini inizia a collaborare con varie istituzioni. Nel 2012 s’immerge con i sommozzatori della Marina Militare dentro la “Concordia” appena affondata. Nel 2014 è a bordo della “Fregata Bergamini”, testimone delle operazioni di salvataggio “Mare Nostrum”, a largo delle coste libiche. Dopo dodici giorni di tempesta, riesce a riprendere dall’elicottero un barcone di migranti tratto in salvo. La foto vince il prestigioso World Press Photo nel 2015, nella sezione General News.
Da questo Premio parte la sua ricerca con il progetto "Where Are You" nel corso del quinquennio successivo rintraccerà e fotograferà (dall'alto e perpendicolarmente esattamente come la foto del barcone) una decina dei migranti che erano su quella barca, ritratti nella loro vita definitiva, in giro per l'Europa, realizzando un documentario con National Geographic e trasmesso in tutto il mondo.
Negli ultimi anni realizza i calendari ufficiali di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e collabora con l’Aeronautica Militare. Da un ritratto aereo dell’Italia –da Lampedusa alle Dolomiti –realizzato a bordo degli elicotteri della Polizia nell'arco di un lavoro durato due anni, nascerà la mostra “Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato”, inaugurata al Palazzo del Quirinale nel maggio 2016 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mostra che sta girando il mondo; solo nel 2019 è stata al MAM di Mosca, in Vietnam e in Australia.
Nel panorama dei fotoreporter internazionali, Massimo Sestini è noto per la sua capacità di imbarcarsi con reparti speciali, sporgersi da elicotteri sostenuto da un’imbracatura, immergersi per riprendere l’esplosione di ordigni, volare su ogni tipo di aeromobile militare e civile. Nel 2018 un’ampia scelta delle sue fotografie aeree è stata pubblicata nel volume “l’Aria del Tempo”(Contrasto Books editore); le immagini ripercorrono gli ultimi quarant’anni di storia italiana, vista esclusivamente dal cielo.
I primi scoop arrivano a metà anni Ottanta: da Carlo d'Inghilterra fotografato a Recanati mentre dipinge un acquerello, a Licio Gelli ripreso a Ginevra mentre è portato in carcere appena costituitosi dopo la fuga in Argentina, all’attentato al Rapido 904 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, con cui ottiene la sua prima copertina sul settimanale tedesco Stern. Da quel momento, Sestini, oltre a mantenere una costante attenzione per la cronaca, fondando l’agenzia che porta il suo nome e allevando numerosi fotoreporter, si dedica ai grandi avvenimenti d’attualità.
L’obiettivo è essere sulla notizia, qualunque sia il mezzo per arrivarci; anche quando pare impossibile. Le sue fotografie escono sulle prime pagine dei principali giornali del mondo. Il costante aggiornamento tecnologico, l’intuizione immediata delle opportunità del digitale, l’uso di teleobiettivi sempre più potenti saranno i suoi alleati. Sarà così testimone della tragedia della Moby Prince e autore delle foto dall’alto degli attentati a Falcone e a Borsellino. Le foto aeree diventano una sua costante, premessa a quelle zenitali più recenti. Gli anni successivi porteranno altre esclusive: gli scatti aerei del Giubileo, degli scontri al G8 di Genova, dei funerali di papa Giovanni II.
Inizia anche una lunga stagione di ritrattista: inviato dai principali magazine italiani e internazionali, fotografa in esclusiva i principali esponenti di politica, cultura, imprenditoria e spettacolo. Dal 2007 Sestini inizia a collaborare con varie istituzioni. Nel 2012 s’immerge con i sommozzatori della Marina Militare dentro la “Concordia” appena affondata. Nel 2014 è a bordo della “Fregata Bergamini”, testimone delle operazioni di salvataggio “Mare Nostrum”, a largo delle coste libiche. Dopo dodici giorni di tempesta, riesce a riprendere dall’elicottero un barcone di migranti tratto in salvo. La foto vince il prestigioso World Press Photo nel 2015, nella sezione General News.
Da questo Premio parte la sua ricerca con il progetto "Where Are You" nel corso del quinquennio successivo rintraccerà e fotograferà (dall'alto e perpendicolarmente esattamente come la foto del barcone) una decina dei migranti che erano su quella barca, ritratti nella loro vita definitiva, in giro per l'Europa, realizzando un documentario con National Geographic e trasmesso in tutto il mondo.
Negli ultimi anni realizza i calendari ufficiali di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e collabora con l’Aeronautica Militare. Da un ritratto aereo dell’Italia –da Lampedusa alle Dolomiti –realizzato a bordo degli elicotteri della Polizia nell'arco di un lavoro durato due anni, nascerà la mostra “Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato”, inaugurata al Palazzo del Quirinale nel maggio 2016 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mostra che sta girando il mondo; solo nel 2019 è stata al MAM di Mosca, in Vietnam e in Australia.
Nel panorama dei fotoreporter internazionali, Massimo Sestini è noto per la sua capacità di imbarcarsi con reparti speciali, sporgersi da elicotteri sostenuto da un’imbracatura, immergersi per riprendere l’esplosione di ordigni, volare su ogni tipo di aeromobile militare e civile. Nel 2018 un’ampia scelta delle sue fotografie aeree è stata pubblicata nel volume “l’Aria del Tempo”(Contrasto Books editore); le immagini ripercorrono gli ultimi quarant’anni di storia italiana, vista esclusivamente dal cielo.
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