Nei pressi di S.Maria Novella fa bella mostra una colonna, chiamata la “Croce al Trebbio"

Nei pressi di S.Maria Novella, in una piazzetta all’incrocio di tre vie (Via del Moro, Via del Trebbio e Via delle Belle Donne) fa bella mostra una colonna, chiamata la “Croce al Trebbio", con una doppia croce di cui una in marmo, che ricorda la vittoria del 1244 di S.Pietro Martire (il domenicano Pietro da Verona) contro i Patarini (movimento che contestava l’autorità ecclesiastica, la ricchezza del clero, la simonia ecc. ma che partito bene, finì poi male e dichiarato eretico).

Questa colonna, di scuola pisana, ricostruita nel 1303 (altre fonti 1338) su una precedente voluta dai Santi Zanobi ed Ambrogio, è sormontata da una tettoia di legno a protezione della croce più grande dove si può ammirare l’immagine bifronte di Cristo, quella del martire e dei quattro Evangelisti.

Il fiorentino dei tempi antichi però sapeva poco di eresie, discordie, lotte ecc. sapeva però tutta una sua storia che io, adesso, racconto:

Su questa piazzetta, una volta, sorgeva un palazzo, la proprietà ed i suoi eredi si erano ormai estinti da tempo e le stanza venivano date in affitto a gente della borghesia. Diverse consorterie si erano già alternate nell’affitto di quei locali ma, strano a dirsi, nessuno era rimasto a lungo.

Come di consueto, a Firenze alle dieci di sera suonava la campana del coprifuoco e nessuno poteva più uscire o trovarsi in strada ma, incurante del divieto, alla mezzanotte, qualcuno, in quel palazzo, inseriva la chiave nella serratura , apriva il portone e incominciava a salire le scale,bestemmiando. Si vedeva allora, un bel giovane, alto, con tratti nobili del viso, un viso che però, mostrava un cereo pallore. Già questo evento era di per sé straordinario , ma ancora più straordinario era che il fantasma non spariva, aumentando sempre più il terrore degli inquilini ed infieriva su di loro tanto da cacciarli di casa. Per questo motivo nessuno voleva più andare ad abitare in quel palazzo che rimase sfitto fino a quando non venne dato ad un uomo molto povero con famiglia numerosa. Il Consiglio Fiorentino, a cui quest’uomo si era rivolto spiegando la sua impossibilità a pagare qualsiasi somma, gli offrì, all’unanimità, quel palazzo garantendogli, anzi, la completa gratuità se fosse riuscito a vivere sereno e tranquillo. Correva voce che nel palazzo ci fosse nascosto un tesoro ma poco importava a quella persona semplice, per lui era già una immensa fortuna poter vivere in quella dimora. Però al momento di trasferirsi fece benedire quei luoghi,compreso l’atrio prima del grande salone. Ecco che a mezzanotte in punto, si udì girare la chiave nella serratura, un passo lento salire le sale, accompagnato da spaventose grida, piene di angoscia. Il giorno dopo l’inquilino, ancora “frastornato” da quanto successo il giorno prima, fece effettuare nuove aspersioni e moltiplicò le preghiere, convinto che questo spirito malefico lottasse, trovandosi tra mura benedette.

Annesso al palazzo c’era anche un bel giardino dove i figli dell’uomo trascorrevano le giornate tra giochi e scherzi. Fu in una di queste circostanze che i ragazzi, trovarono in terra, nascosta in una siepe, una croce ridotta in tanti pezzi. I frammenti vennero portati nella camera dove nessuno voleva dormire, furono ricomposti, cantando inni sacri. Il padre, addirittura, volle che davanti a quella croce fosse celebrata una messa notturna (mezzanotte), ora in cui lo spirito vagava, senza pace, per le scale del palazzo: infatti,all’ultimo rintocco, eccolo arrivare……..i passi rimbombavano sinistri per lo scalone fino ad arrivare alla grande sala, dove si trovava la famiglia riunita, piena di terrore. Ma ecco accadere quasi un prodigio: piano, piano, il fantasma prese a parlare, raccontò di essere l’antico proprietario del palazzo, di aver avuto la vita stravolta dal gioco e di aver lui stesso spezzato la croce ritrovata in giardino. Detto questo, sparì e, con lui,tutto il palazzo in un nugolo di polvere e rovine, lasciando miracolosamente indenni l’uomo e la sua famiglia, grazie alla croce che li aveva protetti. Intorno, rimase una piccola spianata, su cui nessuno riuscì a costruire e dove fu posta la croce ritrovata.

Liberamente tratto da “C’era una volta Firenze –Quasi una leggenda di una città –Divagazioni fiorentine di Maria Bernardini e modeste annotazioni riprese dal Web. 


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