Carlos Dunga

Capitano della Fiorentina per due stagioni. E due anni dopo la sua cessione capitano del Brasile campione del mondo. Carlos Caetano Bledorn Verri, per tutti semplicemente Carlos Dunga (in portoghese significa cucciolo, il più piccolo dei sette nani in Biancaneve di Walt Disney), veste per quattro stagioni la casacca gigliata. Dal 1988/89 al 1991/92 gioca 154 partite, segnando 12 reti. E da giocatore viola nel 1989 conquista la Copa America (ne vince altre due dopo il suo addio a Firenze). 
Dunga è un centrocampista bravo in fase di interdizione. Si piazza davanti alla difesa, recupera il pallone e poi fa ripartire l'azione con lanci precisi. Ha un notevole senso della posizione. E ha grinta, lotta su ogni pallone, non si arrende mai. È un vero leader in campo e negli spogliatoi ed è bravo sui calci piazzati. 
La Fiorentina lo acquista nell'estate del 1984 quando ha vent'anni (è nato a Ljui' il 31 ottobre 1963) nell'ambito dell'operazione che porta Socrates a Firenze. Ma poi lo lascia in prestito tre stagioni in Brasile e una al Pisa (1987/88). A luglio del 1988 veste finalmente la maglia viola e rimane per sempre nel cuore dei tifosi gigliati che gli tributano grandi applausi anche nel corso della festa del centenario. 
È protagonista nella sua prima annata (1988/89) alla Fiorentina quando la formazione di Eriksson conquista il settimo posto, battendo la Roma 1-0 nello spareggio di Perugia per accedere in Coppa Uefa. Ed è protagonista anche nel 1989/90 quando la squadra viola prima con Giorgi e poi con Graziani in panchina arriva in finale di Coppa Uefa con la Juve pur soffrendo in campionato e salvandosi solo all'ultima giornata. Le due partite di finale contro i bianconeri sono autentiche battaglie sia a Torino all'andata dove la Fiorentina perde 3-1 che nel ritorno ad Avellino nel match finito 0-0. Carlos lotta come un leone su tutti i palloni e in entrambi gli incontri è tra i migliori in campo. Purtroppo non basta.
Poi nell'estate del 1990, con Mario Cecchi Gori che rileva la società dalla famiglia Pontello, allenatore della Fiorentina diventa Lazaroni (già ingaggiato dalla vecchia proprietà), ex commissario tecnico del Brasile con cui Dunga disputa il mondiale in Italia. Carlos, dopo la cessione di Battistini all'Inter proprio nel 1990, eredita da lui la fascia di capitano. 
Nelle stagioni 1990/91 e 1991/92 i risultati della Fiorentina sono inferiori alle aspettative e la squadra viola ottiene due dodicesimi posti. A settembre del 1991, dopo una sconfitta al Comunale con la Roma per 1-0, Lazaroni viene esonerato e al suo posto arriva Radice. Il rendimento di Dunga è sempre molto alto e nel 1991/92 stabilisce il suo record di gol in maglia viola. Ne segna 5: 1 in Coppa Italia e 4 in campionato. Uno lo sigla all'Olimpico con la Roma quando la Fiorentina vince 3-1 grazie anche alla doppietta di Batistuta. L'ultimo gol lo realizza il 17 maggio 1992 al Franchi nel match con il Napoli, alla penultima giornata. La squadra viola batte quella azzurra 4-2 grazie anche anche alla tripletta di Borgonovo. È l'ultima partita di Carlos a Firenze. 
Nell'estate del 1992, infatti, il vicepresidente Vittorio Cecchi Gori annuncia che Dunga non avrebbe più giocato nella Fiorentina. Il centrocampo perde un elemento di grande spessore e temperamento che avrebbe sicuramente fatto comodo nel campionato  successivo (1992/93) finito con la retrocessione in serie B.
Dunga va al Pescara e poi allo Stoccarda e intanto continua a giocare in Nazionale. 
A Firenze anche in quel periodo molti lo rimpiangono. E credo che la sera del 17 luglio 1994 quando il Brasile a Pasadena  batte l'Italia 3-2 ai rigori (Dunga ne segna uno prima di sollevare la coppa da capitano), nella finale del campionato del mondo, nella nostra città siano diverse le persone contente.
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