Dalla crisi di Paratici al convegno di Coverciano sugli Smart Stadiums: il Presidente della Fondazione analizza le fragilità e il futuro del nostro sport

Francesco Franchi, figlio di Artemio e Presidente della Fondazione Franchi, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare del momento che sta vivendo la Fiorentina e i prossimi impegni della fondazione.


Presidente Franchi, partiamo dall'attualità calcistica, dalla situazione in casa Fiorentina. Che cosa ne pensa degli avvicendamenti degli ultimi giorni?

"È una vicenda difficile da commentare e sicuramente dolorosa per noi tifosi. La famiglia Commisso ha investito cifre importanti, sostenendo una campagna acquisti di assoluto spessore, ma la situazione resta molto complessa. Già lo scorso anno si erano verificati problemi all'interno dello spogliatoio e difficoltà di dialogo, e purtroppo anche questa stagione è iniziata male. Ci sono stati segnali positivi con i gol all'esordio di Mandragora e Gudmundsson, ma la cessione di Kean è arrivata in un momento delicato: a mio parere, l'attaccante di riferimento non andava venduto. La sensazione generale è che la società stia improvvisando, agendo sul momento e senza un vero disegno strategico. Mi tornano in mente le prime interviste di Paratici, quando dichiarava che non avrebbe mai sopportato di arrivare ottavo per tre o quattro anni di fila. L'ambiente attorno alla Fiorentina è complesso, e fa quasi dispiacere veder tornare Vanoli dopo il trattamento che gli era stato riservato soltanto tre mesi fa".

Passando invece alle belle notizie, ovvero le attività della Fondazione Franchi, quali sono gli appuntamenti in programma?


"Abbiamo diverse iniziative confermate. Il 6 novembre si terrà un convegno presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano dedicato al tema degli Smart Stadiums, intesi come veri e propri contenitori di tecnologia al servizio della comunità e dello sport. Si tratta di un argomento particolarmente delicato nel nostro Paese. L'invito è esteso alle società di Lega Serie B, Lega Pro e Serie D, con un'apertura rivolta anche ai club di Serie A, qualora ne sentissero il bisogno...".

"Inoltre, assieme all'assessora del Comune di Firenze Letizia Perini, stiamo definendo la data per un evento dedicato alle tesi dei giovani dottorandi che hanno affrontato le tematiche dello sport e del calcio attraverso svariate discipline: dalla giurisprudenza all'economia, fino alla medicina e all'ingegneria. L'obiettivo è mettere tutto lo scibile accademico a disposizione del mondo sportivo".

Infine, quali sono, secondo Lei, le criticità più urgenti del sistema calcio italiano?

"Il punto dolente risiede nel settore professionistico, che continua ad accumulare debiti e a veder fuoriuscire dal sistema enormi risorse finanziarie, spesso destinate ai procuratori. Parallelamente, con la riforma del lavoro sportivo, il calcio di base sta soffrendo in maniera gravissima. I costi per le società dilettantistiche sono aumentati notevolmente e molte famiglie non riescono più a sostenere le rette delle scuole calcio. Il rischio concreto è una drastica diminuzione dei ragazzi che praticano questo sport.

L'unico modo per invertire questa tendenza è far sì che il mondo professionistico sostenga concretamente il settore dilettantistico. La speranza della nostra Fondazione è riuscire a far arrivare questo messaggio ai governatori del calcio italiano, affinché si facciano finalmente investimenti seri e mirati".


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