Da Fiesole uno scaltro etrusco lucumone aveva adocchiato quel lussureggiante posto e pensato come trarne profitto

Inizio questo racconto, con un “c’era una volta, c’era una volta…….ma, naturalmente, c’era una volta ,un Re! Giovane,biondo, bello, si chiamava Fiorino (forse di origine romana) e, non essendo Firenze ancora nata, viveva assieme al suo popolo sulle rive dell’Arno, circondato da frondosi alberi, florida vegetazione e capanne. Da Fiesole, però, uno scaltro etrusco lucumone aveva adocchiato quel lussureggiante posto e pensato come trarne profitto. Perciò radunò i suoi fedeli ed iniziò la veloce occupazione delle rive dell’Arno allestendo capanne zattere e, persino, un mercato. Va detto, per la verità, che questi etruschi pur essendo di indole avida, erano industriosi e geniali, allo stesso tempo artisti e mercanti ed esperti di mare, tanto da salire su quelle zattere perfettamente rispondenti alle loro esigenze, ed arrivare fino ad Ilva (oggi Isola d’Elba)) isola “ferruginosa”.

Fiorino in cuor suo presagiva la fine della libertà della terra amata o, più probabilmente con grande tristezza era consapevole della sua probabile morte. Ma non si arrese e la guerra contro l’etrusco tiranno

divampò violenta e durò per lungo tempo. Sbocciava la primavera quando Fiorino fu ucciso in battaglia su un campo di gigli, fattisi all’improvviso di porpora per il sangue che uscì dalle ferite del valoroso giovane. Ma, se nella leggenda, Fiorino scomparve da eroe, la sua terra ebbe meritatamente una bandiera: il glorioso Gonfalone fiorentino, che ancora oggi possiamo ammirare dove spicca un bellissimo giglio rosso in campo bianco. Questa la leggenda.

La storia, quella vera, dice che se un viaggiatore scenderà dalla alberata Fiesole fino ad arrivare ad un muro a barbacane situato tra due strade campestri, dove quella maestra segna la fine di Via di Barbacane, leggerà su quel muro una scritta fortunatamente in latino (se fosse stata scritta in etrusco, sarebbero stati dolori a decifrarla J!) “A matre et filia aeque disto”. Il barbacane si trova ad eguale distanza dalla madre alla figlia. Non si sa come sia finito lì in mezzo alla strada e a mezza strada tra Fiesole e Firenze. resistendo per secoli alle intemperie invernali o alle calure estive,silenzioso testimone delle scaramucce o litigate tra fiesolani e fiorentini (come, del resto, succede spesso tra madre e figlia!) che saranno certamente sorte col passare delle stagioni, ma nonostante lo scorrere inesorabile, la scritta sul muro ha resistito ed è ancora presente a ricordare a Firenze la sua etrusca origine fiesolana.

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Liberamente tratto da “C’era una volta Firenze –Quasi una leggenda di una città –Divagazioni fiorentine di Maria Bernardini
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