Il presidente della Fondazione Franchi a tuttotondo dal Palio di Siena ai cento anni della Fiorentina

Francesco Franchi, presidente della Fondazione dedicata al padre Artemio, ha tracciato ai nostri microfoni un bilancio tra passione e polemiche, partendo dall'analisi dell'ultimo Palio di Siena, un momento fondamentale per la vita della famiglia Franchi.

Partiamo dal Palio di Siena. La vittoria dell'Aquila era "annunciata" dalla vigilia. Un commento? 
"Peccato per la nostra contrada, la Torre, ma siamo stati comunque protagonisti. A mio modo di vedere, la partenza è stata falsata: il fantino dall'ottavo posto (l'Aquila, ndr) ha fatto un cenno al mossiere che ha dato poi il via ad una gara corsa senza partita. Il legame con la contrada per me è di famiglia. Mio babbo Artemio è stato capitano per 13 anni, fino al 1983, mentre io ho fatto il "Mancino" (il collaboratore del capitano, ndr) dal 2002 al 2008, vincendo il titolo nel 2005 dopo 44 anni di attesa, prima del bis della Torre nel 2015".

Il babbo Artemio è stato ricordato anche attraverso un importante premio calcistico, corretto?
"Sì, nel 1983 la Fondazione ha istituito il Premio AIA Artemio Franchi per ricordare mio padre, che è stato un importante dirigente e presidente di FIGC, UEFA nonché vicepresidente della FIFA. Nel tempo abbiamo premiato leggende assolute del calcio come Pelé, Cruyff, Beckenbauer, Paolo Rossi e Giancarlo Antognoni".

A proposito di Antognoni, come valuta la sua decisione di non partecipare al centenario della Fiorentina? 
"È un dolore immenso per i tifosi perché senza Giancarlo non è la stessa cosa, ma la sua decisione è legittima e io la rispetto. Quando la proprietà lo allontanò cinqua anni fa, questo club non è stato garbato nei suoi confronti e lo ha trattato malissimo. I vertici societari, da Ferrari al figlio di Commisso, dovrebbero andare da lui col cappello in mano a chiedergli di ripensarci, ma immagino che non succederà. Sono sicuro che i tifosi capiranno la sua scelta: Giancarlo non svende la propria dignità. Da parte di questa Fiorentina servivano decisamente più eleganza ed educazione".




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