Le rivalità fra membri appartenenti a famiglie diverse ci sono sempre state

Molti di Voi, gentili lettori, conosceranno già la storia che sto per raccontare, per altri, spero, di portare a conoscenza un fatto storico, vero, svoltosi intorno al 1200 e finito, purtroppo, male.

Le rivalità fra membri appartenenti a famiglie diverse ci sono sempre state ma a quei tempi ancor di più e non si andava tanto per sottile se c’era da eliminare o punire qualcuno per uno sgarro od offesa ricevuti.
Il racconto coinvolge la famiglia degli Amidei da una parte e quella dei Donati dall’altra. Entrambe facevano capo alle proprie consorterie, a quell’epoca molto potenti (Amidei, Arrighi, Lamberti nonché gli influentissimi Uberti, fazione ghibellina,fedele all’Imperatore) – (Donati, Calfucci, fazione guelfi, al Papato).

Tutto questo preambolo per dire che il nobile Cavaliere fiorentino,Buondelmonte de’Buondelmonti dell’omonima famiglia, era stato invitato ad un banchetto da un altro nobile fiorentino che aveva il suo castello a Campi. Fra gli ospiti si trovava anche Oddo Arrighi. Da uno scherzo di un giullare di corte, si passò presto ad un rissa dove Buondelmonte ferì Oddo Arrighi il quale non mancò, al suo ritorno in città, di informare i suoi consorti dell’accaduto.

Tutta la consorteria si riunì in consiglio per trovare una soluzione, Lambertuccio Amidei, cognato dell’Arrighi, aveva una figlia, non più giovanissima e di aspetto bruttino, propose a Buondelmonte, per chiudere la questione, un matrimonio pacificatore con la ragazza. Il nobile, non si sa se contento o meno, accettò e tutta la diatriba parve rientrare. Ma……c’è sempre un ma...che rompe le uova nel paniere! Gualdrada (o Andrada) Donati per evitare al giovane un legame sbagliato o, forse, più per farlo sposare con la sua figliola, si offrì di pagare l’ammenda prevista per le mancate nozze-. Buondelmonte acconsentì volentieri anche perché, dettaglio non trascurabile, al contrario della figlia degli Amidei, la Donati era giovane e bella e così il giovane si precipitò a rompere il fidanzamento ufficiale.

Impossibile per gli Amidei sopportare una tale offesa e assieme ai loro alleati, tra cui gli Uberti e Lamberti, venne decisa, come vendetta e dopo lungo dibattito, l’uccisione del giovane. Celebre è la frase detta da Mosca dei Lamberti “Cosa fatta capo ha”. Infatti Mosca optò fin da subito per la morte di Buondelmonte. Così, nel 1216, nel giorno di Pasqua, alla fine del Ponte Vecchio in direzione della città, si compì il destino del giovanotto. Disarcionato dal suo cavallo, fu finito, a terra, con pugnalate alla gola.
Quell’infame delitto, dette inizio alla sanguinosa faida tra Guelfi e Ghibellini.

Mio pensiero: una persona che va tranquilla ad un banchetto come poteva immaginare che avrebbe firmato la sua condanna a morte ma, purtroppo, il destino ha mille sfaccettature e si nasconde in infiniti rivoli e quando l’ora arriva…” Così sia!”.

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Liberamente tratto da “C’era una volta Firenze –Quasi una leggenda di una città –Divagazioni fiorentine di Maria Bernardini con piccole annotazioni riprese dal Web


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