I controlli sui lavori finanziati con il Superbonus riaccendono l'attenzione sul settore edilizio. Ma è importante distinguere chi ha approfittato degli incentivi da chi ha lavorato con serietà e competenza

Il Superbonus 110% ha rappresentato una delle più importanti operazioni di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano degli ultimi decenni. Anche a Firenze e nei comuni dell'area metropolitana, migliaia di proprietari e condomìni hanno colto l'opportunità per migliorare l'efficienza energetica e la sicurezza dei propri edifici.

Oggi, a distanza di alcuni anni dall'avvio degli interventi, è arrivato il momento delle verifiche. I controlli fiscali e tecnici, insieme alle indagini sulle possibili frodi, stanno facendo emergere le criticità di un sistema che, accanto a risultati positivi, ha mostrato evidenti debolezze.

Crediti fiscali inesistenti, lavori mai eseguiti o realizzati soltanto parzialmente, asseverazioni non veritiere, documentazione incompleta e imprese prive di adeguata organizzazione: sono alcune delle situazioni che possono essere oggetto di accertamento.

Occorre però distinguere le frodi vere e proprie dagli errori amministrativi o dalle irregolarità tecniche, che possono avere conseguenze differenti.

Per i proprietari il rischio non riguarda soltanto l'eventuale recupero delle agevolazioni fiscali, ma anche la presenza di opere non conformi, difetti esecutivi e problematiche che potrebbero emergere in occasione di una futura compravendita.

Non tutto il Superbonus, però, è stato un fallimento.

Sarebbe profondamente sbagliato giudicare l'intera esperienza attraverso i soli episodi di cronaca giudiziaria. A Firenze e nel territorio circostante sono stati realizzati numerosi interventi di qualità: cappotti termici correttamente progettati, coperture riqualificate, impianti più efficienti e opere di miglioramento sismico che hanno contribuito a rendere gli edifici più sicuri, confortevoli e meno energivori.

Dietro questi risultati ci sono professionisti competenti, imprese strutturate e committenti attenti, che hanno affrontato procedure complesse rispettando regole, responsabilità e controlli.

L'esperienza del Superbonus lascia un insegnamento importante: un incentivo fiscale non può sostituire una corretta progettazione.

Prima di iniziare qualsiasi intervento occorre verificare la regolarità urbanistica ed edilizia dell'immobile, valutare la fattibilità tecnica ed economica delle opere, scegliere imprese affidabili e garantire un'adeguata direzione dei lavori.

Anche per i cantieri già conclusi può essere opportuno effettuare un controllo della documentazione e della corrispondenza tra quanto progettato, asseverato e realmente eseguito.Con le nuove prospettive delle detrazioni fiscali e le novità attese dalla prossima Legge di Bilancio, il settore delle costruzioni deve recuperare un principio fondamentale: gli incentivi devono essere uno strumento per migliorare gli immobili, non il motivo principale per realizzare lavori.

La vera opportunità, per Firenze e per tutto il territorio, è trasformare l'esperienza del Superbonus in una maggiore cultura della qualità edilizia, della trasparenza e della responsabilità.

Perché un lavoro ben progettato e ben eseguito mantiene il proprio valore anche quando l'incentivo fiscale finisce.

Francesco Giannelli – Presidente Studio Teorema

Per domande o commenti: www.teoremafirenze.it

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