La Toscana contesta i requisiti restrittivi e l’incertezza dei finanziamenti, le associazioni chiedono servizi collegati e informazioni accessibili

L’assessora regionale alla Salute Monia Monni critica il disegno di legge Locatelli sui caregiver, approvato alla Camera e atteso al Senato. Secondo quanto riportato, il testo prevede un contributo di circa un euro l’ora per chi assiste un convivente almeno 91 ore alla settimana e ha un reddito inferiore a tremila euro lordi annui. Per Monni, le risorse dovrebbero soprattutto alleggerire il carico dell’assistenza, anziché vincolare ulteriormente chi si prende cura di un familiare.
La Toscana denuncia anche l’incertezza dei finanziamenti statali destinati al sollievo dei caregiver: fino al 2024 riceveva due milioni di euro, venuti meno nel 2025 e non garantiti per il 2026 e il 2027. La Regione investe circa 300mila euro in servizi di supporto e orientamento, tra cui il sostegno psicologico telefonico di Ispro, che nel 2025 ha svolto 695 colloqui, e il progetto Ada per adattare le abitazioni alle esigenze dei malati. Entro fine anno è prevista una delibera per riordinare i servizi offerti dal terzo settore.
Le associazioni chiedono soprattutto di collegare le opportunità disponibili e rendere più capillare l’informazione. Marco Esposito di Fish Toscana sottolinea la necessità che uffici pubblici, medici e servizi sociali sappiano indirizzare le famiglie verso fondi e prestazioni. Manlio Matera, presidente di Aima Firenze, giudica invece insufficiente il provvedimento nazionale: al riconoscimento del ruolo dei caregiver, sostiene, corrispondono poche risorse e condizioni di accesso troppo restrittive. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 
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