“Necessità di completare le procedure di approvazione e i successivi adempimenti attuativi”

La Giunta toscana ritiene che il percorso intrapreso dal Consorzio di Sviluppo industriale della piana fiorentina "sia coerente con le finalità della legge istitutiva" e che il piano regolatore consortile "individui strumenti e modalità di intervento concretamente orientati alla reindustrializzazione dell'area ex Gkn, ferma restando la necessità di completare le procedure di approvazione e i successivi adempimenti attuativi". Lo ha detto Leonardo Marras, assessore alle attività produttive della Toscana rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione sull'attività del Consorzio di Sviluppo industriale della piana fiorentina per l'area ex Gkn, del consigliere Fdi Alessandro Tomasi.
    
Marras ha ricordato che il piano regolatore consortile è stato adottato dall'assemblea dei soci il 24 settembre, "al termine di un percorso che ha visto la collaborazione di tutti gli enti consorziati, con l'obiettivo di individuare soluzioni concretamente realizzabili e coerenti con le finalità che hanno portato alla costituzione del Consorzio di Sviluppo industriale della piana fiorentina".

Per Marras la dichiarazione di pubblica utilità prevista dal Piano regolatore consortile costituisce "uno degli strumenti finalizzati a restituire all'area ex Gkn la propria vocazione industriale, creando le condizioni per un nuovo percorso di sviluppo economico, con positive ricadute occupazionali e sociali. Per quanto riguarda il procedimento di approvazione, la Giunta regionale si è già espressa favorevolmente con la deliberazione n. 1147 del 21 settembre 2026".

Dopo la consultazione pubblica il piano sarà sottoposto all'approvazione della Giunta regionale. Per Tomasi "dalla nomina del suo presidente, il 4 agosto 2025, il Consorzio voluto dalla Regione Toscana per l'area ex Gkn ha prodotto tanti costi e nessun risultato. Peggio: con un piano regolatore consortile approvato prima della pronuncia del tribunale sul concordato e senza alcuna attinenza con la realtà industriale, rischia di bloccare i futuri investitori. Il previsionale dei costi per il 2026 è di 316mila euro. Stessa cifra sul 2027. Nel 2025 ne hanno già spesi 165mila. Soldi pubblici usati malissimo se si guarda a cosa ha prodotto il Consorzio dopo oltre un anno di attività".
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