Ghulam Qamar, 31 anni, ha iniziato a lavorare alla stireria Alba di Montemurlo nell’estate del 2024. Racconta di essere stato assunto come addetto alle pulizie per 40 ore settimanali, ma di aver cucito e stirato per dieci ore al giorno, sei giorni alla settimana e spesso anche la domenica. La paga, riferisce, era di 1.100-1.200 euro al mese, con ritardi e mancati pagamenti, senza compensi per gli straordinari né ferie o malattia retribuite.
Qamar dice di aver lavorato anche su capi destinati a Dixie e Patrizia Pepe e di aver visto incaricati delle aziende controllare la qualità dei prodotti. Dopo aver conosciuto i Sudd Cobas, ha partecipato agli scioperi e al presidio davanti al negozio di Patrizia Pepe in piazza Duomo, a Firenze.
Dopo mesi senza stipendio e tre mesi senza lavoro, durante i quali racconta di non aver potuto mandare soldi alla famiglia in Pakistan, Qamar ha ottenuto un permesso di soggiorno per sfruttamento lavorativo. Oggi lavora in un’azienda di logistica, dove continua a cucire e stirare con un contratto regolare di 40 ore settimanali. Lo scrive la Nazione.
Qamar dice di aver lavorato anche su capi destinati a Dixie e Patrizia Pepe e di aver visto incaricati delle aziende controllare la qualità dei prodotti. Dopo aver conosciuto i Sudd Cobas, ha partecipato agli scioperi e al presidio davanti al negozio di Patrizia Pepe in piazza Duomo, a Firenze.
Dopo mesi senza stipendio e tre mesi senza lavoro, durante i quali racconta di non aver potuto mandare soldi alla famiglia in Pakistan, Qamar ha ottenuto un permesso di soggiorno per sfruttamento lavorativo. Oggi lavora in un’azienda di logistica, dove continua a cucire e stirare con un contratto regolare di 40 ore settimanali. Lo scrive la Nazione.
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