L’inchiesta della Procura di Prato sul presunto sfruttamento della manodopera nel distretto della moda coinvolge Tessilform, società di Campi Bisenzio titolare del marchio Patrizia Pepe, e Dixie, con sede a Signa. Per entrambe è stata disposta l’amministrazione giudiziaria per un anno, dopo che gli investigatori hanno ricostruito presunti legami con aziende coinvolte nel sistema di sfruttamento ipotizzato.
Al centro dell’indagine ci sono due imprenditori indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo gli inquirenti, una rete di appalti e subappalti, che comprendeva la stireria L’Alba e Re-stiro di Montemurlo, avrebbe permesso di ridurre il costo della manodopera impiegando operai con contratti che non rispecchiavano le mansioni svolte. La vicenda era emersa nel settembre 2025, dopo l’aggressione a un operaio bengalese durante una protesta davanti a L’Alba.
Dopo mesi di presìdi sostenuti da Sudd Cobas, il confronto con i marchi committenti ha portato a un accordo per ricollocare gli operai presso un nuovo appaltatore con l’applicazione del contratto nazionale. Il sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia Simone Calamai ha richiamato la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella filiera. Lo scrive la Nazione.
Al centro dell’indagine ci sono due imprenditori indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo gli inquirenti, una rete di appalti e subappalti, che comprendeva la stireria L’Alba e Re-stiro di Montemurlo, avrebbe permesso di ridurre il costo della manodopera impiegando operai con contratti che non rispecchiavano le mansioni svolte. La vicenda era emersa nel settembre 2025, dopo l’aggressione a un operaio bengalese durante una protesta davanti a L’Alba.
Dopo mesi di presìdi sostenuti da Sudd Cobas, il confronto con i marchi committenti ha portato a un accordo per ricollocare gli operai presso un nuovo appaltatore con l’applicazione del contratto nazionale. Il sindaco di Montemurlo e presidente della Provincia Simone Calamai ha richiamato la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella filiera. Lo scrive la Nazione.
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